Volontari d’impresa

volontariOperai al fianco di ingegneri per pulire insieme un giardino. L’intero team di un’impresa che diventa catena umana, capace di donare decoro alla spiaggia che intravedono ogni giorno dall’ufficio. Manager al lavoro per dare un nuovo utilizzo agli spazi verdi abbandonati nella propria città. Sono attività concrete quelle del volontariato aziendale, in cui i dipendenti di un’azienda scelgono di spendere parte del loro orario lavorativo sporcandosi le mani in azioni che non solo aiutano a rafforzare i legami tra colleghi ma contribuiscono effettivamente alla riqualificazione di spazi e luoghi abbandonati.

«Un’occasione unica – racconta Francesco Spadaro, socio della Kpmg – nella quale manager lavorano accanto ai ragazzi più giovani per diventare un’unica squadra in azione sul territorio». Quella del volontariato aziendale è un’esperienza che Kpmg conosce bene, visto che sono passati ormai otto anni dalla prima volta in cui settecento tra i suoi dipendenti hanno scelto di dedicare una giornata di lavoro alla cura dell’ambiente. Come è avvenuto con l’area verde attorno alla Cascina Mulini Asciutti, nel Parco di Monza, in Brianza. Si sono dedicati invece alla pulizia della spiaggia ligure di Camogli i dipendenti di MareBlu. «Diventare “volontari per un giorno”, oltre a creare team building, genera una sensazione di orgoglio e sintonia tra i nostri dipendenti», conferma il direttore generale, Matteo Scarpis. Un ritorno per i lavoratori, quindi, ma anche per gli interessi della stessa azienda. «Legambiente è un tutor severo dei nostri percorsi di sostenibilità. Come può non essere importante per noi il monitoraggio delle plastiche negli oceani o l’avere fondali e mari puliti? Non dobbiamo dimenticare – conclude Scarpis – che se si svuotassero i mari il nostro business finirebbe in un giorno».

Sono numerose le società che hanno scelto di collaborare con Legambiente, da Roma a Napoli, passando per Genova, Ancona e Milano. Diverse le scelte possibili, come l’adesione a Puliamo il mondo, la campagna di Legambiente arrivata quest’anno alla venticinquesima edizione. In prima linea anche la campagna Nontiscordardimé, per la messa in sesto degli edifici scolastici, piuttosto che l’operazione Spiagge e fondali puliti. «Ogni impresa può decidere di partecipare a una campagna di Legambiente, ai nostri campi di volontariato – precisa Ida La Camera, responsabile Volontariato aziendale Legambiente – oppure dedicare mezza giornata alla pulizia di un’area verde vicina alle sedi dell’impresa, per riqualificare il territorio in cui l’azienda vive ogni giorno». Una delle esperienze più significative è quella che ha portato alla nascita degli Orti sociali di via Padova, a Milano. «Nel 2014 eravamo solo in quattro, testa china e un unico obiettivo – ricorda Franco Beccari degli Orti sociali – quello di bonificare il terreno abbandonato tra via Padova e via Palmanova». Una discarica a cielo aperto che, anche grazie a quanti hanno scelto di partecipare al volontariato d’impresa, è diventata un luogo di socialità, in cui si producono frutta e verdura e si sostengono le attività di chi è impegnato a riqualificare un angolo discriminato della multietnica Milano. «Spesso, nelle zone prescelte per le giornate di volontariato – racconta La Camera – sono localizzate sedi di associazioni che svolgono un ruolo di grande valore nei territori». È il caso del Giardino degli aromi di Milano, associazione nata negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico “Paolo Pini”, che accompagna il reinserimento di persone svantaggiate. Sono stati i dipendenti della Zurich a pulire il giardino davanti all’hospice. Prima del loro intervento, dalle finestre dell’ex ospedale psichiatrico si vedeva ben poco. Oggi sono in molti a ricordare quando, dopo la pulizia del cortile, sono apparsi i colori dei fiori.

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