di VANDANA SHIVA
Su Niyamgiri incombe la minaccia dell'industria estrattiva. E con la montagna rischiamo di perdere biodiversità e acqua
Niyamgiri significa montagna (giri) che sostiene le leggi della Terra e dell’universo (Niyam). È considerata una montagna sacra dai Kond Kondh, che vivono sui suoi promontori. Per questo la sua biodiversità è stata sempre salvaguardata. Non come un museo ma come base di un’economia di abbondanza. Oggi però le leggi e i diritti della Madre Terra sono minati dalla cattiva amministrazione di un potere avido e corrotto, guidato da Vedanta, la società che ha costruito una raffineria di alluminio a Garh Lanji, alla base della montagna. Il suo piano è estrarre bauxite dalla montagna, ma al momento s’è scontrato con la resistenza degli abitanti.
Gli studiosi Felix Padel e Samrendra Das nel dossier Fuori da questa terra hanno fornito un approfondito studio su come le industrie di alluminio contribuiscono alla devastazione dell’India Orientale, dove c’è una maggiore concentrazione di giacimenti di bauxite. Secondo Padel e Das per produrre una tonnellata di alluminio è necessario l’impiego di 250 kW di energia elettrica e si produce una tonnellata di rifiuti. La fusione di una tonnellata di alluminio consuma a sua volta 13.500 kW di energia elettrica, emettendo in media 13,1 tonnellate di anidride carbonica e altri gas serra. Ancora: per produrre una tonnellata di alluminio vengono consumati 1.300 tonnellate di acqua. Acqua rubata al popolo.
Senza acqua non c’è vita. Ma Vedanta la sta distruggendo in tre mosse. In primo luogo, estraendo la bauxite ben 32 corsi d’acqua andranno a secco, minaccia l’agricoltura e la sicurezza alimentare di milioni di persone che vivono vicino la montagna. In secondo luogo, la fonderia e la raffineria di alluminio stanno già sottraendo milioni di litri di acqua che in precedenza erano utilizzati per l’agricoltura. Le falde acquifere si stanno abbassando e i terreni che prima producevano un doppio raccolto ora riescono a produrne solo uno. In terzo luogo l’acqua rilasciata dalla raffineria e dalla fonderia è tossica, distrugge così ciò che resta dei fiumi e delle acque sotterranee. Vedanta sta insomma creando un’economia negativa di morte e distruzione. Saccheggia terre e risorse naturali non solo alle tribù ma all’intero popolo indiano. In India c’è una grave crisi idrica, la protezione delle fonti d’acqua dovrebbe essere l’imperativo, ecologico ed economico, più importante per tutti. In termini ecologici, i vantaggi dati da fragili e vitali ecosistemi come la montagna Niyamgiri hanno un valore economico molto più elevato per le popolazioni locali rispetto all’industria estrattiva.
Come ha affermato la Corte suprema indiana in una sentenza nel 1983: la bauxite, come il calcare, trattiene l’acqua nelle sue cavità e la gente ha bisogno della bauxite per vivere in montagna. Tuttavia Vedanta vuole costruire la miniera di bauxite per raggiungere grandi profitti. E per raggiungere il suo scopo ha scatenato un regno di terrore in Niyamgiri: si sta appropriando delle terre, attacca le popolazioni locali utilizzando l’amministrazione e la legislazione locale. Nel 2003 Lingaraj Azad, un’attivista locale, è stata arrestata mentre nel marzo di quest’anno l’attivista Suren Majhi è stato investito da un camion...
Non c’è bisogno di aumentare l’uso di alluminio in India da 1 kg procapite a 25. Non c’è bisogno di esportare alluminio in Cina. C’è un disperato bisogno di proteggere e conservare ogni singola goccia d’acqua, ogni ecosistema che la fornisce. Niyamgiri non è solo un test per il futuro di una montagna. È un test per il futuro dell’umanità, sulla capacità dell’umanità di rispettare i diritti della Madre Terra. Niyamgiri deve essere salvata non solo in quanto tale ma anche in quanto parte della Sacra Madre Terra, che fornisce abbondanza di cibo e acqua. La gente di Niyamgiri ha dimostrato il proprio impegno per preservare la sua biodiversità. Ora tutti noi abbiamo il dovere di appoggiarla nella sua lotta.
Vandana Shiva è una delle scienziate più famose al mondo. Attivista politica e ambientalista, è tra le figure più prestigiose che si battono a livello internazionale contro la globalizzazione liberista. Ha vinto il premio Nobel alternativo per la pace nel 1993 ed è direttore della Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy. Collabora dal 2005 con La Nuova Ecologia dove pubblica la rubrica "Terramadre".
27 settembre 2010 - TAG: Vandana Shiva | Acqua | India |