di ELISA PALAGI
Si chiama "Nuovi italiani: storie di ordinaria integrazione" il concorso che invita a raccontare con un corto storie di ordinaria integrazione. Professionisti, videoamatori o videomaker dell’ultim’ora possono inviare entro il 16 aprile il proprio contributo
Come partecipare
«Accendiamo le telecamere per ribaltare il pregiudizio sui migranti». Massimo Marnetto, coordinatore del circolo di Roma dell’associazione Libertà e giustizia, spiega così "Nuovi italiani: storie di ordinaria integrazione": il concorso organizzato con Arcipelago, festival internazionale di cortometraggi. Professionisti, videoamatori o videomaker dell’ultim’ora possono inviare entro il 16 aprile il proprio contributo, di durata non superiore ai dieci minuti, che racconti una storia di “normale” integrazione, magari quella di una badante, di un commerciante o di un compagno di studi. I video, di fiction, documentario o animazione, saranno selezionati da una giuria di esperti di cinema e di mediazione culturale.
I finalisti saranno proiettati al multisala Intrastevere di Roma il 23 giugno. Lo spirito è quello di stimolare una riflessione consapevole sul ruolo dei migranti, parte integrante delle nostre comunità (4.300.000 presenti in Italia secondo i dati Caritas). Mentre i media semplificano e puntano sui casi di cronaca nera, rimangono nell’ombra i lavoratori regolari che pagano le tasse e rimpinguano il nostro fondo pensioni. «Siamo stufi del modo in cui si parla degli “stranieri”, percepiti come un danno o una minaccia – prosegue Marnetto – pensiamo che aumentando la conoscenza dei nostri migranti e delle loro vite possiamo allontanare la xenofobia».
Il mezzo audiovisivo, con la sua immediatezza, diventa in questo caso un potente passaparola, «un piccolo ma significativo atto di resistenza» spiega Stefano Martina, direttore del festival Arcipelago.
«Ci occupiamo da quattro anni di diritti umani, con questo concorso il festival si schiera contro l’imbarbarimento dilagante dell’agire quotidiano» aggiunge. Anche Legambiente è coinvolta: «Cosa c’entri in questa iniziativa un’associazione ambientalista si spiega facilmente – argomenta Sebastiano Venneri, il vicepresidente – basti ricordare che molti immigrati sono in fuga da carestie e desertificazioni, da luoghi che ora stanno subendo le conseguenze dell’inquinamento più di altri, o che molti sono vittime delle agromafie, come testimoniano i fatti di Rosarno».
Lo spot del concorso, realizzato da Cristiano Bortone con i bambini dell’asilo Celio azzurro, trasmette l’idea della ricchezza multiculturale che ci regalano gli immigrati. Fa ben sperare in un giorno nel quale un piccolo “nuovo italiano” di oggi sarà il nostro presidente.
info: www.leg-roma.org
10 marzo 2010 - TAG: Immigrati | Integrazione | Corti |