Per l'avvocato delle vittime di amianto «se ci fossero stati dei controlli il disastro non si sarebbe verificato». Il tribunale di Torino cita in giudizio il presidente del consiglio per l'udienza del 10 dicembre
"Il tribunale di Torino ordina la citazione della presidenza del consiglio dei ministri, nella persona del presidente pro-tempore, per l'udienza che si celebrerà il 10 dicembre 2009": dice questo il decreto emesso con cui i giudici (Giuseppe Casalbore, Fabrizia Pironti, Alessandro Santangelo) citano la Presidenza del consiglio come responsabile civile al processo Eternit.
Gli imputati sono il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier de Marchienne, ma l'avvocato dei malati e delle associazioni delle vittime Ezio Bonanni, contattato dall'ANSA, afferma che lo Stato "deve essere chiamato a rispondere civilmente dei danni". "Se ci fossero stati dei controlli - è il ragionamento - il disastro non si sarebbe verificato".
La citazione era stata richiesta dalla vedova di un cittadino di Casale Monferrato (Alessandria) morto nel 2006 per le conseguenze - secondo l'accusa - dell'esposizione all'amianto lavorato nella filiale cittadina della multinazionale. La donna, rappresentata dall'avvocato Bonanni, nella sua istanza asserisce che "lo Stato italiano" è responsbile "per non avere adottato i provvedimenti necessari a garantire il rispetto dei principi costituzionali e l'attuazione delle specifiche rispettive Cee in materia di tutela della salute dei lavoratori", e chiede che "sia condannato in solido con gli imputati del presente procedimento penale al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali". (Ansa)
19 novembre 2009 - TAG: Torino | Eternit | Processo |