Vienna chiama Lampedusa
L’Austria a Van der Bellen

A definirla una buona notizia forse si esagera. Perché trentamila voti di scarto fra una persona seria come Alexander Van der Bellen e un campione del nazionalismo xenofobo come il suo avversario sono pochi, maledettamente pochi. E maturano per di più attraverso il voto postale, quello che giunge dai residenti all’estero più coloro che non si sono potuti recare al seggio. Ma che si possa tirare un sospiro di sollievo, come da più parti in queste ore si sente ripetere, questo sì, concediamocelo.

Vince un verde in Austria e acquisisce un ruolo, quello da presidente della Repubblica, che mai ad un ecologista era toccato in Europa. Magari non proprio di quelli ortodossi visto che fuma e si presta poco a immagini di facile presa come quella di muoversi in bicicletta. La sostanza però è indiscutibile: ha già annunciato, tanto per dirne una, che non firmerà il Trattato transatlantico sul libero commercio, meglio noto come Ttip, già approvato dal parlamento. Soprattutto guarda all’Europa con uno spirito ben diverso da quello di chi evoca fili spinati e schieramenti di polizia sul Brennero.

Se ne parlerà a lungo dell’exploit di questo professore di economia noto per la sua dialettica autorevole, disancorato dall’establishment dei partiti tradizionali (a queste elezioni peraltro si era presentato come indipendente) e dunque capace d’incidere ancora di più nel cambiamento. Fa pensare, fatte le dovute differenze, a Vaclav Havel che negli anni Novanta fa aveva restituito, con il suo profilo da intellettuale, un respiro di democrazia alla Repubblica Ceca. Ma per certi versi la sua affermazione richiama anche quella di Giusi Nicolini, la sindaca di Lampedusa che nel momento di maggior tensione sul fronte dei migranti ha saputo raccogliere il consenso dei cittadini e rappresentare da ambientalista un’alternativa credibile alle voci che strumentalizzavano le tragedie umanitarie. Lo conosceremo con il tempo, Van der Bellen. Perché è un homo novus nello scenario politico europeo e c’è da dire che se ne sentiva proprio il bisogno.

 

Marco Fratoddi ha diretto La Nuova Ecologia dall'aprile 2005 all'ottobre 2016. Contatti: marco.fratoddi@tiscali.it, 3357417705
Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *