Venticinquemila persone in corteo a Locri contro le mafie

La manifestazione per la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Una ricorrenza ancora più significativa dopo le scritte ingiuriose comparse contro don Ciotti sui muri della cittadina calabrese. Rossella Muroni di Legambiente: “Ennesima prova di quanto sia importante continuare a dare voce a chi si impegna per il bene comune”
ICONA_recensioniLa primavera di Locri

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È partito il corteo a Locri per la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera. In testa ci sono i familiari delle vittime che reggono due striscioni di Libera con lo slogan: “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”. Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi. A seguire i gonfaloni, le autorità e tantissime persone. Nella testa della manifestazione ci sono anche don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera,  il presidente del Senato, Pietro Grasso, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. La giornata coinvolge centinaia di scuole, enti ed associazioni. 

Dopo le scritte ingiuriose comparse ieri su alcuni muri di Locri, in cui veniva preso di mira proprio Don Luigi Ciotti, quella di oggi è una giornata ancora più significativa. “Nessuna delle vittime deve essere dimenticata – Muroni – e questa giornata è per ciascuna di loro. Ma serve anche per ricordare tutti i successi ottenuti contro le mafie negli anni passati, a cominciare dai luoghi sequestrati e riconsegnati alla collettività grazie anche all’intenso lavoro dell’associazione Libera. E a Don Ciotti, presidente di Libera, che da ventidue anni promuove questa grande iniziativa, va tutta la nostra vicinanza: le scritte comparse contro di lui sui muri di Locri sono la prova di quanto sia importante continuare a dare voce a chi si impegna per il bene comune e mandare un segnale forte a chi vorrebbe invece far passare sotto silenzio le violenze criminali e mafiose che ancora succedono sui nostri territori ma anche fuori dall’Italia. Le scritte sui muri di Locri sono il segno della nostra forza: le mafie hanno paura della partecipazione e dei cittadini che si impegnano per la legalità”.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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