La sfida veg per la Cop21

È iniziata da pochi giorni la Cop21, la conferenza sul clima di Parigi, che vede seduti intorno ad un tavolo tanti capi di stato, per discutere  della tutela della salute del pianeta e della lotta al cambiamento climatico. Gli interessi in gioco sono tanti: da un lato la salute del pianeta, e con lei la salute … Continua la lettura di La sfida veg per la Cop21

lorenzo copertina copia

È iniziata da pochi giorni la Cop21, la conferenza sul clima di Parigi, che vede seduti intorno ad un tavolo tanti capi di stato, per discutere  della tutela della salute del pianeta e della lotta al cambiamento climatico. Gli interessi in gioco sono tanti: da un lato la salute del pianeta, e con lei la salute di ogni essere vivente che lo abita, dall’altro invece gli interessi esclusivamente economici di grandi lobbies da quelle del petrolio a quelle del carbone e del nucleare. Inutile ridire quando sia folle difendere l’economia del petrolio a discapito della salute di tutti e del  pianeta ed al tempo stesso difendendo un modello antieconomico per la società. Ma chiaramente il sole ed il vento hanno un difetto non indifferente per i petrolieri…. non lo possono vendere.

Tuttavia la “battaglia” per la salute di Madre Terra non si svolge solo tra green economy e black economy, anzi vi è un campo di battaglia troppo spesso sottovalutato, e personalmente, credo non a caso: le scelte alimentari. L’alimentazione carnea è una piaga per il pianeta Terra: oItre a provocare la morte e la sofferenza di miliardi di animali, oltre a sottrarre terre e cibo alla maggior parte degli uomini (le calorie che nutrono i poveri animali da macello potrebbero nutrire 8,7 miliardi di persone), il ciclo della carne e dei suoi derivati genera il 18% di tutte le emissioni di clima alteranti della Terra.

Tutte le auto ed i camion del mondo provocano il 9% delle emissioni clima alteranti. Si potrebbe sostituire tutte le auto ed i camion del mondo con auto elettriche, alimentare questi mezzi solo con energie rinnovabili, ma si diminuirebbero le emissioni clima alteranti del mondo sempre della metà rispetto ad un mondo vegan! Ed oltre a ciò si recupererebbero milioni di ettari di terre emerse, oggi destinate a pascolo. Basta pensare che il 75% della deforestazione dell’Amazzonia oggi è occupata da pascoli. Per allevare animali. Che verranno uccisi. E queste mucche, maiali o altri animali vogliono vivere come ogni altro essere vivente. E questo peraltro per portare la carne in tavola o nei panini del 20% del mondo “occidentale”. Mentre il restante 80% della popolazione non ha la certezza del cibo.

Per produrre un chilo di carne, servono in media 20.815 litri di acqua, rispetto ai 780 litri per produrre un chilo di proteine vegetali. Ne servono poco meno di 300 per produrre un chilo di grano. E badate bene, si parla di media. Nella media ci sono anche le carni a km zero e da allevamenti non intensivi. Se una persona in pochi minuti, il tempo necessario per mangiare una “tagliata” da un chilo, consumasse 20.815 litri di acqua… lo definirebbe ecologista ?

Non ci sono scuse che reggano: mangiare carne è un comportamento anti-ecologico. E come dice la stessa Fao, oltre ad essere una delle prime tre cause di inquinamento al mondo, è la prima su cui abbiamo una leva diretta. Non ci sono intermediazioni di grandi aziende petrolifere che sono lontane da noi, possiamo scegliere di essere ecologisti scegliendo di vivere vegan ogni giorno.

Questo lo diciamo, sia chiaro, senza polemica con nessuno, a maggior ragione con le tante belle persone che s’impegnano per un mondo più verde. E’ un dato di fatto, su cui ogni persona dovrebbe riflettere, a maggior ragione chi è ecologista o si definisce tale. E perché se ne parla così poco rispetto per esempio alle energie rinnovabili ? Forse perché come ogni cosa che mette di fronte ad una scelta immediata spaventa di più che parlare di ipotesi di come costruire nuovi impianti ad energia rinnovabile che non è una scelta che si può realizzare in 30 secondi.

E forse perché, come le grandi lobbies del petrolio spingono da sempre per un accordo al ribasso sulle emissioni clima alteranti, lo stesso fanno le grandi lobbies della carne e del ciclo della carne, che hanno interesse a sponsorizzare chi evita accuratamente di parlare di quanto siano non solo aziende della sofferenza animale, ma anche della sofferenza del pianeta terra e degli uomini.

Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *