Valle da bonificare a Genova

di PIERLUIGI MAMONE

Un milione di euro, 35 giorni di lavori e 10 imprese coinvolte nella bonifica, 255 metri cubi di terreno contaminato e 240 dipendenti in cassa integrazione, così la Iplom e gli abitanti della Val Polcevera a Genova fanno i conti con le conseguenze dell’incidente che il 17 aprile ha causato la fuoriuscita di 500 metri cubi di greggio da una tubatura. Il materiale, riversatosi nei rii Pianego, Fegino e nel torrente Polcevera, è poi defluito parzialmente in mare ed è stato recuperato da mezzi aerei e navali. Intanto prosegue la messa in sicurezza degli alvei da parte di Belfor e Castalia, le aziende incaricate della bonifica. Arpal, Ispra e Asl 3 si stanno occupando della raccolta dei dati sullo stato di aria, acqua, ecosistema e salute pubblica. «La situazione sta evolvendo verso una diminuzione del materiale – spiega Stefano Maggiolo, direttore del dipartimento provinciale Arpal di Genova – Attualmente la valutazione della situazione è in capo alla Città Metropolitana e noi stiamo effettuando verifiche e controlli delle acque superficiali, sullo spiaggiamento di sostanza lungo la riviera di Ponente da Pegli a Cogoleto e sulla biodiversità».

Cantiere contenimento_rio Pianego
Anche se la situazione appare sotto controllo, gli effetti dell’incidente sono percepibili: a Fegino l’odore di petrolio misto a disinfettante è molto forte, ci sono ancora 255 metri cubi di terreno superficiale da bonificare e c’è la biodiversità dei bacini gravemente compromessa. Ad ogni modo i lavori proseguono, le fasi operative della messa in sicurezza di emergenza prevedono l’aspirazione delle emulsioni inquinanti, la decorticazione della parte superficiale del terreno, il lavaggio delle strutture di cemento, l’abbattimento degli odori molesti e la messa in sicurezza dei bacini. L’ultima relazione sull’avanzamento delle operazioni, emessa il 5 maggio dalla Belfor, riporta la rimozione di 5.188,27 tonnellate di emulsioni oleose, 3.594,87 tonnellate di rocce di scavo, 37,92 tonnellate di materiali assorbenti, 3,62 tonnellate di vegetazione e 3,68 tonnellate di imballaggi misti. Tutto mentre gli impianti della Iplom e 240 dipendenti subiscono il fermo dalla magistratura. Lo scorso 9 maggio il magistrato Walter Cotugno ha dato il via libera per la sostituzione della tubatura cha ha causato la perdita, ma per ottenere il dissequestro l’azienda dovrà dimostrare di aver messo in sicurezza tutte le linee critiche. «I cittadini che continuano a subire le servitù delle aziende presenti in Val Polcevera adesso chiedono una riconversione – chiosa Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – Ci sono 250 cassintegrati e il petrolio non è una modalità utile a produrre lavoro».

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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