Val d’Agri, Centro oli Eni torna a far paura

A Viggiano (Potenza) ieri alle ore 15.30 una fuoriuscita di fumo da un camino della durata di alcuni minuti. Legambiente Val d’Agri: «Il territorio ha subito vent’anni di esperienze di incidenti. È indispensabile realizzare una transizione per un superamento e  reinvestire le royalties sulla manutenzione del terriorio e del monitoraggio»

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In Val D’Agri, il Centro oli Eni torna a far paura. A Viggiano (Potenza) ieri “si è verificata alle ore 15.30 circa una fuoriuscita di fumo denso da un camino del Centro Oli Val d’Agri, della durata di alcuni minuti”. Lo comunica l’Eni sul sito “Eni in Basilicata”.  “L’evento, le cui cause – spiega la compagnia petrolifera – sono in fase di verifica, è comunque riconducibile a una non ottimale combustione all’interno di un termodistruttore.”

«C’è stato un blocco della quinta linea con la relativa bruciatura di combustibile non ottimale – spiega Ennio Di Lorenzo presidente Circolo di Legambiente Val D’Agri –  che vuole dire tutto e niente. Questo si riaggancia alla questione di questo impianto un po’ da sempre: non c’è mai stata una tensione a virtuosismi produttivi.  Eni prospetta di raddoppiare l’area ma non bisognerebbe pensare ad ampliamenti. Se vuole rimanere dovrebbe adeguare le sue condizioni. Il territorio ha subito vent’anni di esperienze di incidenti  e il Centro Oli dovrebbe da una parte realizzare una transizione per uno superamento e in parte reinvestire le royalties sulla manutenzione del terriorio e del monitoraggio . Ma in realtà continua una gestione maldestra nei confronti del territorio in cui opera e dall’altra però attenta all’investimento in tecnologie che garantiscono maggiori estrazioni senza pensare al contesto».

La Regione Basilicata ha dichiarato che “verificherà se sono corrette le giustificazioni addotte da Eni, secondo le quali l’evento di oggi, caratterizzato da un denso fumo fuoriuscito da un camino del Centro Olio di Viggiano (Potenza), a causa di una non ottimale combustione all’interno di un termodistruttore, non avrebbe fatto registrare scostamenti nei parametri verificati dalle centraline di monitoraggio”.
Lo ha annunciato, attraverso l’ufficio stampa, l’assessore lucano all’ambiente, Francesco Pietrantuono, evidenziando che “la Regione metterà in campo ogni utile azione affinché a Viggiano possano essere subito impiegate nuove tecnologie in grado di evitare il ripetersi di simili fenomeni. Ringrazio le forza dell’ordine e l’Arpab per il tempestivo intervento. Valuteremo non appena dati ed informazioni saranno certe”.

Nel comunicato è sottolineato che “il tema legato alla sicurezza del Centro Olio di Viggiano, anche alla luce della fumata nera di oggi, sarà al centro dell’intervento che Pietrantuono terrà domani a Milano – presenti i vertici Eni – nell’ambito di un convegno, presso l’Università degli studi di Milano Bicocca, organizzato in collaborazione con la direzione generale del ministero dell’interno per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche. Nel corso dell’incontro, in cui verranno presentati i principali risultati di una serie di attività di ricerca, tra cui il prototipo di un innovativo sistema di Indicatori per la Sicurezza upstream, l’assessore Pietrantuono si farà portavoce di una serie di istanze provenienti dalle aree interessate alla coltivazioni petrolifere finalizzate ad innalzare il livello tecnologico e scientifico dei sistemi di sicurezza”.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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