Un’amministrazione davvero pubblica

Foto Consulta

Costruire una pubblica amministrazione aperta e digitale. Con questa finalità è tornata a riunirsi ieri presso la Camera dei Deputati, in occasione della giornata internazionale contro la corruzione, la Consulta Permanente dell’Innovazione. La riunione, organizzata dall’associazione Stati Generali dell’Innovazione, ha visto la partecipazione di parlamentari, istituzioni, associazioni ed esperti. Tra i temi discussi, il decreto attuativo sull’accesso alle informazioni della pubblica amministrazione e i principi del Freedom of Information Act (FOIA), il decreto attuativo del Codice dell’amministrazione digitale (CAD) e l’attuazione della Carta d’intenti per l’innovazione.

A sottolineare, in apertura della riunione, la necessità di trasparenza da parte della pubblica amministrazione e i limiti della modalità attuale di accesso alle informazioni è Fernanda Faini, giurista digitale di Foia4Italy, un progetto della società civile per la diffusione della trasparenza e della libertà di informazione. «Come Foia4Italy abbiamo elaborato una proposta di FOIA, la quale oltre a prevedere che il cittadino possa accedere alle informazioni senza legittimazione soggettiva e senza motivazione, contempla sanzioni in caso di accesso illegittimamente negato – afferma Faini – Abbiamo previsto, inoltre, una gratuità dell’accesso e che le eccezioni a tale accesso siano chiare e tassative». Rosy Battaglia, giornalista, attivista e membro del coordinamento Foia4Italy, sottolinea invece quanto sia difficile per un operatore del mondo dell’informazione fare il proprio mestiere senza poter accedere ai dati della pubblica amministrazione, quali quelli sanitari e ambientali.

Dopo la discussione sul FOIA è la volta del CAD. Faini riporta le esigenze del gruppo che ha lavorato sul codice: «È necessario snellire il testo, in modo tale che possa reggere all’evoluzione tecnologica. Inoltre, il testo deve essere conforme alla normativa europea. Risulta anche essenziale fornire ai cittadini e alla pubblica amministrazione competenze digitali, che si traducono poi in responsabilità. E ancora, prima di emanare provvedimenti deve essere strutturato un passaggio con i portatori di interesse». Giovanni Manca, componente advisory board dell’Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione digitale (ANORC), in merito alle regole tecniche del CAD afferma: «Sono diventate ingestibili: sono troppe, contraddittorie, sbagliate e confuse». 

Un altro testo che necessita di essere modificato è la Carta d’intenti per l’innovazione nata in campagna elettorale 2013. La Carta non è sbagliata, deve essere solo aggiornata ai tempi attuali. Nello Iacono, vicepresidente degli Stati Generali dell’Innovazione, espone i punti su cui focalizzare l’attenzione. Tra questi figurano il definire e attuare un piano strategico per l’innovazione, il realizzare un programma nazionale per l’alfabetizzazione digitale, il cambiare il modello di lavoro con il risultato di incidere anche sui cambiamenti climatici.  All’esposizione di Iacono seguono gli interventi di membri della Consulta.

Paolo Coppola, deputato del Partito Democratico e consigliere per l’agenda digitale del ministro Madia, suggerisce azioni per costruire il consenso attorno alla proposta del FOIA: «Formulate casi specifici, più facili da comunicare. Occhio poi alle classifiche internazionali, è utile far vedere se con le modifiche che si propongono si sale di posizione all’interno di una classifica opportunamente scelta». In riferimento al CAD afferma che ci sarà sicuramente una semplificazione molto forte e sottolinea: «La riforma del codice non è relativa al digitale e alla tecnologia, è di fatto la lotta per avere un’amministrazione efficiente e trasparente, è la lotta alla burocrazia e alla corruzione».

Ultimi articoli di

Un pensiero su “Un’amministrazione davvero pubblica”

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *