Un’altra primavera

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“Prenotazioni per il prossimo weekend? Nessuna”. È una vera e propria litania quella che si è costretti ad ascoltare dalle realtà ricettive presenti nelle zone del sisma. L’onda lunga, ma prevedibile, del terremoto ha colpito duramente anche il turismo: secondo le ultime stime, le presenze sono diminuite in media tra il 40 e il 60%. Anche in territori non interessati dalle scosse, come le strutture alberghiere intorno al lago Trasimeno, che per ironia della sorte stanno accogliendo le persone sfollate dalla Valnerina. Accusa il colpo anche Assisi, che da sempre attira turisti da tutto il mondo, con un brusco – 41% nelle presenze turistiche di gennaio. Oltre al danno economico (170 milioni di euro) e alla perdita di circa ottomila posti di lavoro, si rischia la desertificazione del territorio. Un “destino” a cui associazioni, aziende agrituristiche e realtà imprenditoriali non vogliono rassegnarsi. E sfidano lo “svuotamento” con la carta del turismo “lento” ed ecosostenibile, come quello dei cammini, l’enogastronomia e la sharing economy. Raccontando che in quei luoghi non solo si può, ma si deve andare. Basta saper scegliere.

Immagini distorte
I danni per il turismo si registrano soprattutto in Umbria, con circa 80 milioni di euro in meno per ristoranti, alberghi e imprese della ricettività, e nelle Marche, dove il mancato guadagno ammonta a 57 milioni. Anche in Abruzzo e nel Lazio l’indotto è in calo, con 30 milioni in meno. L’ultimo a lanciare l’allarme è stato il presidente nazionale di Federalberghi, Bernabò Bocca, che ha inviato una lettera ai presidenti di Regione e ai membri della commissione Ambiente e territorio della Camera per chiedere un intervento urgente a salvaguardia di imprese e lavoratori del turismo. “Se si dovesse confermare il trend in atto – ha sottolineato il presidente degli albergatori italiani – rischieremmo di annientare più del 2% del Pil turistico italiano”.
Il coro degli operatori è unanime: «La gestione mediatica del sisma ha pesantemente danneggiato le attività turistiche in Umbria, tra cancellazioni e brusche frenate sulle prenotazioni per il prossimo periodo, nonostante la maggior parte delle aree sia completamente agibile e priva di danni», commenta Claudio Pani, manager dell’Holiday Inn di Foligno, che fa parte delle rete di Legambiente Turismo. Gli fa eco Carlo Fabri, del camping villaggio Gilda, a Roseto degli Abruzzi: «La nostra struttura si trova sul mare e non ha avuto nessun tipo di danno. Ma a “colpirci” è l’immagine che viene data al potenziale turista. Da noi un cliente austriaco ha disdetto la sua prenotazione dopo i tanti servizi televisivi su Rigopiano. Sarebbe utile che le istituzioni, a cominciare dalla Regione, con campagne promozionali mirate diano un’immagine dell’Abruzzo corretta e accattivante».
Due milioni di euro, tra mercato italiano ed estero, sono messi a disposizione dal governo per l’Ente nazionale per il turismo. Dovrebbero finanziare attività comuni di promozione e comunicazione post terremoto delle quattro regioni colpite. Gli operatori, nell’attesa, non sono rimasti con le mani in mano. «Davanti a questa crisi l’unica scelta possibile è partire dalla solidarietà», racconta Josef Marino, proprietario del casale “il Baronetto”, bellissimo agriturismo biologico a Castiglione Messer Raimondo, nel cuore dell’Abruzzo, che ha subìto solo danni alla recinzione e agli alberi. Josef ha lanciato l’iniziativa delle vacanze solidali all’insegna del baratto, che partiranno proprio in questo mese: tre giorni di lavoro per gli ospiti (dalla sistemazione del bosco e dell’uliveto alla creazione di alcune piazzole per agricamping) e tre di vacanza offerti dall’azienda.

Epicentri culturali

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Turismo di “resilienza”, verrebbe da dire. Come quello del progetto Epicentro – terremoto culturale. «L’idea del nostro protocollo, a cui partecipano tantissime realtà, dalle associazioni come Legambiente Marche alle amministrazioni comunali dell’area del cratere – spiega Luciano Monceri di Arte nomade – è partire da due eventi che da anni promuoviamo, il “Cammino francescano della Marca” e il “Montelago celtic festival”, per poi lanciare un progetto più ampio». Come ogni anno dal 2010, anche quest’anno si ripeterà il cammino da Assisi ad Ascoli Piceno: «Si ripercorre una delle vie che san Francesco seguì nelle sue predicazioni – continua Monceri – Quest’anno l’appuntamento è dal 22 al 29 aprile: saremo una testimonianza viaggiante del fatto che in queste zone si può fare turismo. Solo in due punti, Cessapalombo e Pievebovigliana, dovremo alloggiare nelle tensostrutture della Protezione civile». L’altro evento “in cartellone” è il “Montelago celtic festival”, una manifestazione dedicata al mondo del fantasy e della cavalleria nell’altopiano di Colfiorito, tra i comuni di Serravalle di Chienti nelle Marche e Foligno in Umbria, che si svolgerà dal 3 al 5 agosto.

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Qui sarà allestita una grande area camping, dove si potrà alloggiare in tutta sicurezza. Il ricavato della vendita delle birre sarà usato per la raccolta fondi del progetto Epicentro, che guarda avanti: «Dal prossimo novembre a marzo 2018, per venti fine settimana consecutivi – annuncia Monceri – Epicentro sarà la stagione invernale degli eventi nei comuni del cratere: un festival itinerante di arte e cultura che toccherà i principali centri colpiti dal sisma, costruito come una grande carovana».
Quella dei beni culturali è una leva fondamentale per la rinascita delle zone terremotate. E proprio dalla conversione in legge dell’ultimo decreto governativo sul terremoto è arrivata una buona notizia: l’8 per mille dello Stato andrà alla ricostruzione dei beni artistici e culturali danneggiati dalle scosse, come previsto dall’emendamento del presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci. Si tratta di 2 miliardi in dieci anni.

Il buono che attrae
Un’altra grande attrattiva di questi territori è sempre stata quella del patrimonio enogastronomico, su cui si sta puntando molto anche per questa primavera. È già successo per la sagra “Nero Norcia”, la tradizionale mostra mercato nazionale del tartufo nero che l’amministrazione comunale quest’anno ha coraggiosamente allungato: per dare posto a tutti si è tenuta in tre weekend all’interno di due tensostrutture davanti a Porta Ascolana. Ad Ascoli Piceno, invece, durante la XIII edizione della sagra “Fritto Misto”, dal 22 aprile al 2 maggio, verrà dato spazio ai prodotti provenienti dai monti Sibillini. «Lo facciamo per le aree dell’entroterra, dove i danni del sisma sono diretti e indiretti – spiega l’organizzatore, Stefano Greco – perché l’offerta turistica basata sulle eccellenze si è costruita sulla fatica, in decine di anni. E ora questa fatica rischia di andare persa». Allevatori protagonisti, infine, con le loro storie e i loro prodotti, il 24 giugno in provincia di Macerata per l’evento “Tutti agibili per un giorno”, ideato nell’azienda agricola Scolastici da “Un aiuto concreto per Castelsantangelo sul Nera”.

La hall dei Sibillini
Alla promozione del turismo sostenibile è dedicata l’iniziativa lanciata dall’associazione Ecomuseo della Valle dell’Aso (www.ecomuseovalledellaso.it), trasformato in una vera e propria “hall dei Monti Sibillini”. Le strutture ricettive e le aziende produttrici residenti nella media e bassa valle dell’Aso accoglieranno quei turisti che vogliono soggiornare nella valle per visitare i luoghi feriti dal sisma, organizzando un servizio di trasporto con guida escursionista in collaborazione con i Comuni dell’Unione comunità montana dei Monti Sibillini. «Di giorno si vanno a fare le escursioni sui Sibillini, di sera si rientra in valle», spiega Antonella Nonnis, responsabile dell’Ecomuseo.
Il progetto, proposto insieme a Legambiente Marche, s’intitola Girovallando green experience: un’offerta di itinerari con tre tipologie di pacchetto turistico, a piedi, a cavallo e in bicicletta, della durata di tre o quattro giorni, con servizio di trasporto e guida ambientale o escursionistica e diversi livelli di difficoltà. «I percorsi toccano i punti di maggiore interesse storico, culturale e naturalistico: si tratta dei cosiddetti centri di interpretazione territoriale dell’Ecomuseo – spiega Nonnis – Offrono una serie di servizi innovativi e “identitari” grazie alla fantasia e alla disponibilità di strutture ricettive, aziende produttrici, associazione e proloco di tutti i Comuni aderenti al progetto, dalla costa alla montagna».

Solidarietà in cammino

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Anche quella del turismo slow, a piedi, è una vocazione di tutte le aree colpite dal sisma. E va rilanciata. «Non basta solo comprare i prodotti delle zone terremotate – spiega Paolo Piacentini, presidente di Federtrek – bisogna andare lì, non abbandonare i luoghi e le esperienze che nonostante tutto nascono. Dove ci saranno problemi di sicurezza, ci sarà sempre un supporto di alcune tende». Lo scorso 2 marzo Federtrek (federtrek.org) ha promosso una camminata tra Macereto e Ussita, per dare un segnale di sostegno alle storie di resistenza di questi luoghi. A Pasqua, dal 14 al 17 aprile, la stessa Federtrek parteciperà al cammino di San Benedetto, da Norcia a Montecassino (camminodibenedetto.it), sostenendo la raccolta fondi per la ristrutturazione dell’ostello di Norcia, punto di riferimento per i pellegrini.
Nonostante le difficoltà c’è chi rilancia. Come Roberto Canali, che con “La mulattiera” (lamulattiera.it) organizza trekking con gli asini e i muli, con molti percorsi, dalla Valnerina al Gran Sasso, disponibili da aprile in poi. «Dal terremoto bisogna uscire a testa alta – spiega – Accanto ai classici trekking con animali ho un progetto ancora più grande, che voglio lanciare proprio adesso: quello di avviare percorsi di turismo accessibile alle persone disabili». Roberto, che ha avuto danni gravi a casa, stalla e rifugio, fa parte anche del consorzio “We are Norcia” (www.wearenorcia.org). «È nato dopo la scossa del 24 agosto e riunisce tante imprese, turistiche e non. La nostra scommessa è quella di riuscire a rimanere a vivere qui».
Un appuntamento da non perdere sarà quello con “La lunga marcia nelle terre del sisma” (nella foto), versione aggiornata dell’iniziativa per il terremoto dell’Aquila, che partirà il 28 giugno da Fabriano, nelle Marche, per concludersi l’8 luglio all’Aquila con la “Festa della cittadinanza”. «L’obiettivo è dare voce alle necessità e ai progetti di cittadini e associazioni che si sforzano di resistere», dice Enrico Sgarella del movimento Tellurico. Contando anche sulla solidarietà di chi sceglie questi territori di straordinaria bellezza per trascorrerci le proprie vacanze.n

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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