La “terra dei fuochi” fa anche chiudere una piscina comunale, ma la buona amministrazione riesce a riaprirla. Accade a Casal di Principe, terra del clan camorrista dei “casalesi” ma oggi sempre più dei veri casalesi che la stanno riscattando nel nome di don Peppe Diana. Anche con la buona politica. La piscina, un moderno impianto da 25 metri, era stato costruita nel 2000, coi fondi del ministero dell’Interno, da Agrorinasce, il consorzio tra Comuni che, tra l’altro, si occupa della valorizzazione dei beni confi scati alla camorra. La struttura è stata chiusa nel 2013 dalla commissione straordinaria che gestiva il Comune dopo lo scioglimento per infi ltrazione mafi osa. Una decisione presa dopo la relazione dell’Arpac sull’inquinamento della falda acquifera provocato dall’interramento illegale di rifi uti industriali.

La drammatica eredità degli affari delle ecomafie e di imprenditori senza scrupoli ha così obbligato la commissione a vietare l’uso dell’acqua dei pozzi. Malgrado le analisi avessero accertato che quello della piscina non era inquinato, per ragioni di opportunità e prudenza ne fu decisa la chiusura, anche perché il divieto di utilizzo dell’acqua della falda era per qualsiasi uso. Un altro bel “regalo” della camorra, l’ennesima conferma che con le mafi e si vive male e nel degrado. Ma la storia cambia. Nel 2014 vince le elezioni e diventa sindaco Renato Natale, simbolo della resistenza civile ai clan.

Tanti i cambiamenti positivi della nuova amministrazione, anche in campo ambientale a partire dai rifi uti e dall’acqua. E la piscina riapre grazie all’istallazione di una nuova rete idrica comunale alla quale l’impianto ora è allacciato evitando l’uso dei pozzi. «A marzo – spiega il sindaco – il Comune ha ultimato l’allacciamento alla rete, realizzando una condotta di due chilometri per dare acqua all’intera zona. L’intervento è costato 180.000 euro, soldi che l’ente ha recuperato da economie proprie e dagli oneri di urbanizzazione». Bravi. E ancor di più per aver deciso di intitolare la piscina a Giustina Copertina, giovane mamma di Casal di Principe uccisa dal marito nel Salernitano proprio mentre accompagnava i fi gli a una gara di nuoto. A maggio tutti in piscina «per una grande festa di riconquista della normalità», sottolinea l’amministratore delegato di Agrorinasce, Gianni Allucci. Un vero segnale di rinascita come la riapertura, grazie all’impegno del giovane assessore allo Sport Ludovico Coronella, dello stadio, simbolo del potere camorrista (la squadra di calcio era “loro”) e ora dei veri casalesi.

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