Un passaporto
del gusto

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Un “passaporto del gusto”, un marchio di qualità e dei percorsi enogastronomici per esaltare l’unicità e l’eccellenza dei prodotti tipici della Sicilia orientale. È la sfida siciliana per superare la crisi e affrontare la concorrenza del mercato proveniente dall’altra sponda del Mediterraneo e del Sud America. Un’iniziativa che sarà presentata venerdì 30 ottobre a Eataly, a Roma-ostiense: i prodotti tipici della tradizione enogastronomica del marchio collettivo “Ruralità Mediterranea”. L’adesione al marchio è subordinata alla verifica di un campione di prodotto sottoposto a un test sensoriale effettuato da professionisti. Così, il racconto dell’azienda, la descrizione sensoriale del prodotto, le sue peculiarità, gli aspetti nutrizionali e salutari prendono forma nel «Passaporto del Gusto», uno strumento di promozione e commercializzazione per le aziende. Una strategia di marketing che mette insieme tradizione rurale e turismo, per creare un’offerta territoriale integrata e di qualità che attiri i flussi turistici.

Un percorso di promozione che nasce all’interno del progetto “Salitis – Internazionalizzazione” del Gal Etna che si inserisce nelle azioni di sistema promosse dai Gal della Sicilia orientale, Eloro, Terre dell’Etna e dell’Alcantara e Kalat, con i progetti «Ramses – prodotti tipici» e «Radames – turismo», volte a formare e definire un “sistema rurale siciliano” con il quale presentare in modo integrato e istituzionale le eccellenze delle aree rurali, collegando prodotti locali e territorio per rafforzarne l’identità e la riconoscibilità nei mercati. «Si tratta – spiega Maria Iolanda Di Lunardo, responsabile del progetto di cooperazione Salitis – di interventi per valorizzare, organizzare e promuovere sui mercati nazionali e internazionali l’offerta territoriale nell’ambito della piattaforma «Ruralità Mediterranea», il marchio collettivo di qualità che, utilizzando un piano di controlli obbligatori, identifica le imprese agricole, agrituristiche e del turismo rurale che sono in linea con i principi dello sviluppo sostenibile, utilizzo dei prodotti e risorse locali, valorizzazione delle tradizioni mediterranee e, in particolare, le imprese che garantiscono la qualità dei servizi e dell’accoglienza».

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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