Un caffè per il pianeta

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Il caffè è un piacere quotidiano, e può esserlo anche per il pianeta. La capsula compostabile per caffè espresso in mater-bi di Lavazza, in collaborazione con Novamont, può essere raccolta con l’umido e avviata al compostaggio. La nuova capsula compostabile, realizzata al termine di un progetto di ricerca e sperimentazione durato 5 anni, non impatta quindi sull’ambiente coniugando sostenibilità e innovazione tecnologica. Dal 2008 Lavazza, con partner d’eccellenza il Politecnico di Torino, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Novamont, lavora sull’analisi dei fondi di caffè, rilevando come la loro composizione possa innescare un processo di rigenerazione che dà vita a nuovi materiali come biopolimeri, inchiostri, pellet, carta e funghi commestibili. Questo ha guidato il progetto sperimentale avviato nel 2015 da Lavazza e Novamont in collaborazione con Amsa – la municipalizzata milanese – e l’impresa sociale “Il Giardinone”. Durante l’Expo del 2015 a Milano Lavazza è stata official coffee partner e tutti i fondi di caffè esausto raccolti da Amsa sono tornati in città per essere consegnati in gestione al Giardinone presso la Cascina Flora di Locate Triulzi e presso il Sustainability Hub Lavazza-Novamont in Cascina Cuccagna a Milano per essere miscelati con gli altri ingredienti del substrato (ife fungine di Pleurotus, Boletus, Lactarius, Shitake). Il preparato è stato posto all’interno di silos, resistenti alla coltivazione verticale e completamente compostabili al termine del ciclo. Dentro container dismessi, attrezzati in collaborazione con la start-up Upcycle di Parigi, la crescita del prodotto è avvenuta durante tutto l’anno, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

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L’obiettivo principale del progetto era sensibilizzare l’utilizzo di una materia come il fondo di caffè, in genere considerata scarto, che invece si rivela risorsa, associandola a un utilizzo in agricoltura per creare una consapevolezza diffusa intorno alla necessità di trovare nuove soluzioni più sostenibili di produrre e consumare cibo. Un altro obiettivo è stata la formazione, con l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati dedicati alla preparazione dei substrati e alla cura della coltivazione sperimentale con la supervisione professionale di un esperto agronomo.

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Il risultato è stato sorprendente: da settembre sono stati raccolti 1.500 kg di fondi di caffè e prodotti 150 kg di funghi (Pleurotus ostreatus) di eccellente qualità. Inoltre, gli scarti dei funghi, utilizzando il substrato “esausto” dopo la coltura del Pleurotus, sono stati a loro volta usati come concime per la produzione di insalate, con una resa pari al doppio dei prodotti in commercio. La capsula compostabile è in vendita esclusiva sullo store online del sito Lavazza e compatibile con tutta la gamma di macchine A Modo Mio: è disponibile nelle miscele 100% Arabica “Ricco” e “Aromatico”, certificate dall’ong Rainforest Alliance. La commercializzazione sul web è stata annunciata a marzo con degustazioni guidate durante Fa’ la Cosa Giusta, la fiera italiana che parla di biologico, km0, moda critica, mobilità sostenibile, turismo responsabile, consumo consapevole.
I funghi nati dai fondi di caffè Lavazza, sono stati protagonisti durante la fiera con uno show cooking con Tessa Gelisio e Lisa Casali. Insomma, un percorso circolare, dalla macchina del caffè al piatto.

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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