Tutti al mare

Dal 26 al 28 maggio in tutta Italia e nel Mediterraneo oltre 300 gli eventi per Spiagge e fondali puliti – Clean up the Med. Secondo i dati di Beach litter di Legambiente su 62 spiagge l’84% degli oggetti trovati è di plastica e il 64% dei rifiuti spiaggiati proviene da oggetti usa e getta.
ICONA_link_interno LA MAPPA INTERATTIVA DEI RIFIUTI
ICONA_agenda TUTTI GLI EVENTI DI SPIAGGE E FONDALI PULITI

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Dopo l’anteprima organizzata a Capocotta (Rm), la campagna Spiagge e Fondali puliti – Clean up the Med di Legambiente è pronta per il week-end di grande pulizia degli arenili e delle spiagge. Dal 26 al 28 maggio in tutta la Penisola e il Mediterraneo, per un totale di oltre 300 eventi, i volontari di tutte le età ripuliranno gli arenili dai rifiuti spiaggiati per ribadire, insieme a Legambiente, l’importanza di una maggiore tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino. Ad oggi rifiuti di ogni forma, genere, dimensione e colore, frutto della cattiva gestione a monte e dell’abbandono consapevole, continuano ad invadere le spiagge italiane e quelle del resto del Mediterraneo: come buste, reti per la coltivazioni di mitili, tappi e scatole di latta, mozziconi di sigaretta, bottiglie e flaconi, cotton fioc; per non parlare di quelli che si trovano in mezzo al mare come le microplastiche o quelli che si depositano sul fondale; tutti mettono in serio pericolo la biodiversità.

I dati dell’indagine Beach Litter 2017, condotta da Legambiente nei mesi di aprile e maggio nell’ambito di Spiagge e Fondali Puliti – Clean Up The Med, campagna realizzata in collaborazione con Cial, La Filippa, Mareblu, Novamont, Sammontana e Virosac, confermano anche quest’anno una situazione critica per molti arenili: su 62 spiagge italiane, per un totale di oltre 200mila metri quadri pari a quasi 170 piscine olimpioniche, sono stati trovati una media di 670 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. La plastica si conferma il materiale più trovato (84% degli oggetti rinvenuti), seguita da vetro/ceramica (4,4%), metallo (4%), carta e cartone (3%). Per quanto riguarda gli oggetti più trovati sulle 62 spiagge italiane: quest’anno al primo posto ci sono le reti per la coltivazione dei mitili (11%). L’80% di queste è stato registrato nella sola spiaggia pugliese di Isola Varano, nel comune di Ischitella. Al secondo posto svettano in classifica tappi e coperchi (9,6%) e al terzo posto frammenti di oggetti fatti di plastica (9,3%) minori di 50 cm. Seguono nella top ten i mozziconi di sigaretta (8,5%), le bottiglie e i contenitori di plastica per bevande (7,7%), i cotton fioc (6,1%); ed ancora stoviglie usa getta (4,4%), polistirolo (4,4%), bottiglie e contenitori di plastica non per bevande (2,9%) e altri oggetti di plastica (2,8%). Anche se di poco fuori top ten, una menzione speciale va riservata alla presenza dei sacchetti di plastica, shopper e buste, che rappresentano l’undicesimo oggetto più frequente sulle spiagge italiane (il 2%). Interessante sottolineare infine come il 64% dei rifiuti spiaggiati è stato concepito e creato per essere usa e getta.

Preoccupa anche lo stato di salute delle spiagge degli altri Paesi del Mediterraneo, invase in particolare da mozziconi di sigarette e buste di plastica. Tra i rifiuti spiaggiati trovati durante il monitoraggio realizzato dal network di Clean up the Med, coordinato da Legambiente, nelle 43 spiagge monitorate dal 2014 al 2017, troviamo al primo posto i mozziconi di sigaretta (20,7%), seguito da tappi e coperchi (11%), bottiglie di plastica (9,5%) e sacchetti di plastica (4,8%). Questi ultimi in percentuale molto maggiore rispetto alle spiagge italiane (5% vs2%). Per questo Legambiente ribadisce l’urgenza di estendere la messa al bando delle buste di plastica non biodegradabili e compostabili con spessore inferiore ai 100 micron già in vigore in Italia, Francia e Marocco, a tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Un impegno, quello dell’associazione, che rientra tra i voluntary commitments della Conferenza Onu sugli oceani, che si terrà a New York dal 5 al 9 giugno e a cui Legambiente parteciperà organizzando un focus sul Mar Mediterraneo e sui rifiuti presenti in mare e sulle spiagge.

“Il problema del marine litter, – dichiara Stefano, Ciafani, direttore generale di Legambiente – è un’emergenza globale al pari dei cambiamenti climatici ed è un problema destinato a crescere, arrecando gravi danni alla biodiversità, all’ambiente, alla salute e all’economia, se non si interviene al più presto. Un fenomeno che costa all’Ue ben 476,8 milioni di euro l’anno. Per risolvere il problema dei rifiuti in mare e sulle coste è fondamentale mettere in campo politiche unitarie e programmi concreti su tutto il Mediterraneo e a livello planetario, una richiesta che facciamo anche ai Capi di Stato e di Governo riuniti domani a Taormina per il G7. È anche importante incentivare su tutto il territorio nazionale campagne di prevenzione, sensibilizzazione e informazione che coinvolgano amministrazioni e i cittadini, incoraggiando una corretta gestione dei rifiuti e una partecipazione attiva. Spiagge e Fondali puliti ha proprio il suo punto di forza nel coinvolgimento di migliaia di volontari che ogni anno raccolgono dati scientifici sul beach litter e si attivano per ripulire le spiagge. Un’esperienza, quella di Legambiente, unica a livello internazionale, che l’associazione porterà al Palazzo di Vetro di New York partecipando alla Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani il prossimo 5-9 giugno.”

Cattiva gestione dei rifiuti urbani (49%), pesca e acquacoltura (14%) e mancata depurazione (7%) sono tra le principali cause che portano le spiagge ad essere invase dai rifiuti di ogni tipo. La cattiva gestione dei rifiuti urbani (scorretta gestione dei rifiuti a monte, attività turistiche e ricreative, abbandono consapevole) è responsabile della metà dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane. A far la parte da leone tra gli oggetti trovati sulle spiagge monitorate ci sono gli imballaggi (un rifiuto su tre). Il 20% è legato poi ad una scorretto smaltimento dei prodotti legati al fumo (pacchetti, accendini e mozziconi di sigaretta), un dato che sale al 36% nelle altre spiagge Mediterranee, dove l’associazione ambientalista ha trovato ben 3574 mozziconi, pari a quasi 179 pacchetti di sigarette.

Tornando alle spiagge italiane le attività produttive pesca e acquacoltura sono invece responsabili di una media di 95 oggetti ogni 100 metri di spiaggia. Il 77% degli oggetti riconducibili a questi settori sono calze da coltivazione di mitili, il 4% sono le cassette per il pesce, di plastica o polistirolo, e cime/corde con diametro inferiore a 1 cm (3,9%), tra gli oggetti più pericolosi per la fauna soprattutto per intrappolamento. Per quanto riguarda le reti da coltivazioni di mitili, il 99% delle calze rinvenute da Legambiente sono state trovate su quasi la metà (15) delle spiagge monitorate da Legambiente, in particolare quelle situate sulla costa Adriatica dove sono presenti 185 impianti di mitilicoltura attivi che producono ogni anno circa 40mila tonnellate di mitili, pari al 50% della produzione nazionale di molluschi.

L’inefficienza dei sistemi depurativi, denunciata da tanti anni da Goletta Verde si ripercuote anche sulla presenza dei rifiuti sulle spiagge, responsabile della presenza del 7% del beach litter come bastoncini cotonati, blister di medicinali, contenitori delle lenti a contatto, piccoli aghi da insulina, assorbenti e altri oggetti di questo tipo. La principale responsabilità va ricercata nelle carenze del sistema di depurazione italiano, ma anche nella cattiva abitudine dei cittadini di buttare i rifiuti urbani nel wc, a partire dai cotton fioc che rappresentano l’85% dei rifiuti riconducibili a questo problema e che poi si ritrovano sugli arenili andando a comporre un tappetto multicolore di bastoncini. Sono 2539 quelli trovati su 31 delle 62 spiagge dai volontari di Legambiente. Questi bastoncini di appena 10 cm di lunghezza se messi tutti assieme arrivano a percorrere 254 metri. Occupano il sesto posto della classifica e negli ultimi quattro anni sono aumentati notevolmente: passando dai 667 (monitorati su 24 spiagge) nel 2014 ai 2539 del 2017 (monitorati su 62 spiagge).

Saranno ben 200 le spiagge che dal 26 al 28 maggio saranno ripuliti dai volontari, e ben 170 quelle del Mediterraneo. Alcuni dei litoranei italiani sono stati scelti direttamente dai cittadini grazie al contest social, realizzato insieme a Sammontana, che contribuirà alla pulizia straordinaria di 20 spiagge. Più di 10mila like per l’iniziativa che si terrà sulla spiaggia di Trani; super votate anche la Scala dei Turchi a Realmonte (Ag), la spiaggia di Punta Penna a Vasto, il lungomare di Mondragone (Ce) e Caporizzuto. Clean Sea Life, il progetto Life realizzato con il supporto dell’Unione Europea, sbarcherà su diversi litorali con attività di monitoraggio e pulizia, insieme a cittadini e operatori del mare: dalla Sicilia, a Ficarazzi (Pa), alle Marche con San Benedetto del Tronto; dall’Emilia Romagna con il lido Dante a Ravenna alla Basilicata con l’iniziativa di Policoro. I volontari di Spiagge e Fondali Puliti saranno inoltre chiamati a una sfida: quanti rifiuti riesco a raccogliere in soli 5 minuti? Basta poco, infatti, per dare il proprio contributo a spiagge pulite e belle, oltre che salvare la biodiversità! La #5minuteschallenge è un’iniziativa del progetto Plastic Free Beaches che Legambiente porta avanti grazie al supporto di BeMed, Beyond Plastic Med Iniziative. Diverse le spiagge toccate dal progetto, tra cui Terracina (Lt), Palermo, Civitanova Marche e Genova.

 

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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