Ttip, impossibile accordo entro il 2016

stop-ttip-italia-presidente-camera-e1455703107831

Il negoziato sul TTIP (trattato USA-UE sul commercio e gli investimenti) sarà «impossibile» entro la fine del 2016. Lo ha sentenziato, in un comunicato stampa, Matthias Fekl, viceministro francese del commercio con l’estero.

La Francia si ritira così dalle trattative con gli USA: «Il nodo – spiega Fekl – dipende dal fatto che stiamo aspettando così tante serie offerte da parte degli Usa che non c’è alcuna possibilità che qualcosa cambi entro il termine del mandato dell’amministrazione Obama». Sono ancora molti i punti controversi del trattato, che ne hanno bloccato la negoziazione. Primo fra tutti quello legato agli appalti: gli USA aprono le gare ai Paesi europei, ma non vogliono derogare la legge che impone di utilizzare almeno il 50% di prodotti americani. Altre divergenze riguardano gli standard di qualità dovrebbero regolare agricoltura, abbigliamento e comparto alimentare; infine, resta aperta la discussione sugli arbitrati tra aziende e Paesi. «Non c’è nulla di peggio che iniziare una trattativa dicendo di voler concludere a qualunque costo – prosegue Fekl – avremmo preferito una buona intesa per l’occupazione in Francia e per i lavoratori».

Anche Brexit ha posto un freno alle trattative: gli inglesi, appena usciti dall’Unione europea, erano infatti i primi sostenitori dell’intesa. Le priorità europee sono rapidamente cambiate – osserva Chad Bown, ex economista della Banca mondiale – prima di negoziare con gli americani, serve trattare con gli inglesi affinché l’uscita dalla Ue sia il meno disordinata possibile».

Il dietrofront della Francia fa seguito al giudizio della Commissione Europea sul Ceta, il “mini-TTIP” concluso col Canada. «Il Ceta è un trattato misto – hanno sentenziato dall’Ue – e come tale richiede un pronunciamento a favore da parte di ciascuno degli Stati membri».

Carlo Calenda, ministro italiano dello Sviluppo economico, continua a sostenere la necessità del TTIP e contesta la decisione dell’Ue riguardo al Ceta. «È un ulteriore danno alla costruzione europea e un decisivo passo verso lo stallo della politica commerciale dell’Unione. L’accordo con il Canada è il migliore mai siglato dall’Unione Europea e contiene tra l’altro il riconoscimento delle più importanti Dop e Igp italiane e un ampio accesso al mercato degli appalti pubblici e dei servizi; entrambi obiettivi non ancora raggiunti nel negoziato con gli Usa. Ora il processo di ratifica dell’accordo potrà prendere anni e basterà il voto negativo di una assemblea parlamentare nazionale per farlo cadere». Per Stop Ttip, invece, «è un passo fondamentale far intervenire i Parlamenti nazionali, ma è assolutamente insufficiente considerato il rischio che l’accordo Ue-Canada sia, anche se in forma temporanea e in attesa delle ratifiche, già reso operativo». I movimenti contrari al Ttip ribadiscono la «necessità di fare maggiore chiarezza su alcuni nodi legati agli impatti sociali, ambientali, ma anche economici sul sistema Italia che un trattato riguardante oltre il 50% del Pil globale potrebbe determinare».

Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *