“Trivellare nei nostri mari non ha senso”

Giampaolo Buonfiglio, presidente di Aci: “Le trivellazioni allontanano le risorse ittiche e contribuiscono in maniera irrisoria al fabbisogno energetico nazionale”
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pescatori

Un deciso no alle attività estrattive nei nostri mari arriva da Giampaolo Buonfiglio, presidente di Aci pesca, associazione che riunisce le cooperative del settore.

Perché dice no alle trivellazioni nei nostri mari?

Perché è un’attività senza senso: contribuisce a una quantità di energia irrisoria rispetto al fabbisogno nazionale, a fronte di alti rischi ambientali e di impatti certi sia sul piano paesaggistico che su settori come pesca e turismo.

Quali sono le ricadute delle trivellazioni nel vostro settore?

La preclusione di aree, l’allontanamento di risorse ittiche dalle zone di pesca, la compromissione dei fondali e un impatto ancora non ben valutato. Quello che abbiamo rilevato finora è che attorno alle piattaforme non c’è nessun arricchimento associato alle trivellazioni e che nessuna specie è pescabile.

Quale dovrebbe essere la strategia energetica nazionale in tema energetico?

Dovrebbe rivolgersi alle rinnovabili, per esempio al solare o all’eolico, con una certa attenzione agli impatti paesaggistici e all’occupazione di aree a mare, che sta già creando problemi in qualche zona d’Europa. Sulle fonti rinnovabili c’è ancora molto da scoprire e potenziare, l’importante è quindi investire in ricerca e allargarsi dalla dimensione esclusivamente locale, sperimentale, pilota a scale più importanti e significative.

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