Trincea di legalità

È nato durante l’emergenza roghi tossici, nella Terra dei fuochi. Combatte il degrado e l’indifferenza delle amministrazioni. Il circolo Legambiente Casapesenna

Latina Giornata della memoria 2014 copiaResistenza civile. Definiscono così la propria attività i volontari di Legambiente a Casapesenna, in piena Terra dei fuochi, a pochi passi da Casal di Principe (Ce). In questo lembo d’Italia martoriato dalle ecomafie la vita del circolo territoriale è dura da portare avanti, spesso anche scomoda. Lo conferma anche l a difficoltà nell’interlocuzione politica che incontra il gruppo del Cigno nato cinque anni fa, in piena emergenza roghi tossici, a partire da decine d’iniziative per la legalità nel territorio compreso fra i comuni di Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, Casal di Principe, Villa Literno e Villa Briano. «Chiediamo formalmente di essere ricevuti, come si conviene a una nuova amministrazione che si insedia, e non ci degnano nemmeno di risposta! Ci battiamo per la bonifica del territorio infestato da rifiuti di ogni genere e ci dicono che alziamo solo polveroni, oppure che facciamo politica di opposizione a loro – denuncia il presidente del circolo, Nicola Diana – E queste sono solo alcune delle tante accuse che ci vengono rivolte. Intanto, se non fosse stata per questa forse cocciuta ostinazione oggi non staremmo a festeggiare la “liberazione” della variante provinciale Casapesenna-San Cipriano invasa dai rifiuti tossici da ormai 15 anni, senza che alcun ente pubblico abbia mai mosso un dito. Con l’aiuto del viceprefetto Donato Cafagna, commissario Antiroghi, si sono prima riuniti tutti gli interlocutori e una volta rotti gli indugi col progetto sono partiti i lavori di bonifica che termineranno presto».

OCCHI CHE VIGILANO
D’altronde al centro dell’azione del circolo ci sono proprio le attività di monitoraggio dei luoghi di sversamento illecito dei rifiuti urbani e speciali, specialmente quelli a ridosso delle strade periferiche e oggetto dei roghi tossici, segnalati dal 2012 nel dossier “Censimento dei siti incontrollati di sversamento di rifiuti speciali e urbani nel territorio del Comune di Casapesenna”. Un’attività di denuncia che ha anche gambe e piedi: il 16 novembre 2013 Legambiente Casapesenna ha marciato in prima linea nel corteo “Fiume in piena”, che ha invaso le strade di Napoli a sostegno delle iniziative di recupero della Terra dei fuochi. Numerosi sono stati poi gli incontri, le letture, le proiezioni di film, le giornate di educazione alla legalità con i ragazzi delle scuole organizzati dal circolo. Ma non c’è solo denuncia e sensibilizzazione. Legambiente a Casapesenna è da sempre impegnata nella pulizia degli spazi abbandonati al degrado. A cominciare dalle scuole, come quella elementare di Casapesenna, ripulita nel maggio 2012, e il liceo scientifico di San Cipriano d’Aversa, ripulito a ottobre 2013. Con i guanti e le ramazze i volontari di Legambiente hanno dato una “sistemata” anche a un bene culturale dimenticato: durante la giornata di Puliamo il Mondo del 2012 hanno infatti pulito la Reggia di Carditello, un sito che faceva parte delle ten nute reali dei Borbone insieme al Palazzo Reale di Napoli e alle reggie di Portici, di Capodimonte e di Caserta.

PRESIDIO SCOMODO
Un territorio da salvaguardare e anche da promuovere, che Legambiente presidia da una posizione molto speciale. Il circolo, infatti, ha sede in un bene confiscato alla camorra al numero 8 di via Don Peppe Diana, il parroco di Casal di Principe ucciso proprio dalla criminalità organizzata il 19 marzo 1994. Un luogo che però non protegge l’associazione, come si diceva, da critiche e indifferenza. «Qui a Casapesenna siamo quotidianamente fatti oggetti di attacchi pesanti, volgari, offensivi e calunniosi a causa delle battaglie quotidiane che stiamo combattendo per la tutela della salute e dell’ambiente – aggiunge Nicola Diana – Siamo brutalmente attaccati da criminali senza scrupoli ma paghiamo anche le conseguenze di molte amministrazioni pubbliche assenti e incapaci di adempiere alle loro funzioni. Mentre noi dedichiamo il nostro tempo a quella che altro non è che resistenza civile. Ci sono ancora tante cose che abbiamo scoperto monitorando il territorio, tante discariche non censite, tantissimi rifiuti dimenticati che aspettano di essere raccolti e raccontati. Mi chiedo se potremo ancora farlo».20140703_151552

CIRCOLI IN PRIMA LINEA
Diana si rivolge alla parte sana della società campana, della Terra felix che il suo circolo vuole difendere. «Qualcuno comincia ad accusarmi di farne una questione personale – chiosa Diana – Ma la questione che pongo riguarda, o dovrebbe riguardare, molte delle attività che i circoli dell’associazione fanno o dovrebbero fare sui territori delle tante Terre dei fuochi che popolano l’Italia intera ». Non una “semplice” denuncia dunque, ma una chiamata a una presa di coscienza e una forma concreta di solidarietà verso gli ambientalisti di trincea.

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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