Traffici illegali di legname

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I traffici e le attività illegali nel settore foresta-legno fruttano alla criminalità mondiale tra 30 e 100 miliardi di euro l’anno. Cifre che rendono questa attività in termini di fatturato seconda solo al commercio della droga. È quanto denuncia il rapporto Ecomafia 2016 di Legambiente nel capitolo sul legno curato da Pefc Italia. Le attività illegali nel settore, dice il rapporto, sono pari a circa il 30% del totale dei tagli forestali, contribuendo con una percentuale compresa tra il 50% e il 90% alla deforestazione in alcune aree tropicali, come Africa centrale, Amazzonia e Sud-Est asiatico. Il 20% delle importazioni nella Ue sono illecite e l’82% delle importazioni italiane arriva da zone ad alto rischio di corruzione. In questo quadro, l’Italia, quarto importatore al mondo di legno (con oltre 10 miliardi di euro), è particolarmente esposta ai flussi illeciti. Non è un caso che il corpo forestale dello Stato nel solo 2015 abbia dovuto effettuare 36.400 controlli accertando più di 800 reati penali, 4.300 illeciti amministrativi, che hanno portato alla denuncia di 382 persone, 101 sequestri, 23 arresti e a sanzioni per oltre 2,5 milioni di euro. Per far fronte a tali illeciti l’Ue ha varato negli ultimi anni i regolamenti Flegt e Timber Regulation che impongono agli operatori economici del settore legno di ottenere dai propri fornitori informazioni sulla provenienza del materiale importato. L’Ue ha anche finanziato il progetto Trees per indagare sul traffico illegale di legname dai Balcani e per evidenziare le falle degli attuali regolamenti comunitari.

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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