Tor Paterno, il ritorno a mare di due tartarughe

Nella Giornata mondiale degli oceani, che si celebra l’ 8 giugno, c’è stato un tuffo pieno di speranza. Due tartarughe marine Caretta Caretta,  sono ritornate al mare, nelle Secche di Tor Paterno, tra Ostia e Torvanianica. RomaNatura, ente gestore dell’Area marina protetta Secche di Tor Paterno, in collaborazione con la Rete regionale TartaLazio e la capitaneria di Porto di Roma Fiumicino, ha festeggiato così la giornata dedicata al “Pianeta blu”.  “Dedicare la Giornata mondiale degli Oceani alla liberazione delle due tartarughe marine, emblema di un ecosistema a rischio, nelle acque di Tor Paterno significa per noi richiamare l’attenzione sull’impatto delle attività umane sul mare – ha commentato Maurizio Gubbiotti, Commissario straordinario di RomaNatura – Basti pensare che ogni anno il Centro di Napoli accoglie circa 60 tartarughe provenienti dalle acque campane, laziali e del Sud d’Italia. Dal 1983 sono stati curati e restituiti al mare più di un migliaio di animali. Questa è per RomaNatura anche l’occasione per riflettere insieme sul ruolo che le aree marine protette possono avere come modello di una gestione sostenibile di queste stesse attività, un luogo dove salvaguardia della biodiversità e fruizione sostenibile si incontrano. Oggi, grazie ad una attenta attività di gestione e a un modello di governance condiviso, l’AMP è al secondo posto tra tutte le Riserve marine italiane per biomassa ittica. Le Secche di Tor Paterno hanno per noi un valore inestimabile – conclude Gubbiotti – e ci rende orgogliosi che le Secche siano state scelte per il ritorno di Ottone e De Andrè alla vita selvatica”.  I due giovani esemplari di Caretta caretta sono stati raccolti nelle acque di Santa Marinella, entrambe con una profonda ferita ad uno degli arti, a causa di una lenza da palangaro, ed hanno trascorso circa 9 mesi presso il Centro recupero tartarughe marine della Stazione zoologica di Napoli “Anton Dohrn”,. Ora grazie ad una lunga riabilitazione sono pronte per il ritorno nel loro ambiente naturale e per riprendere le loro lunghe migrazioni nel Mediterraneo.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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