Il tombino anti allagamento

tombino

Foglie, rifiuti, terra. Sono le insidie che occludono tombini e caditoie, quelle grate poste ai lati delle strade per far defluire l’acqua piovana e drenare il manto stradale. Uno stato di degrado che durante maltempo o nubifragi può trasformare viali in fiumi, mettendo a repentaglio la sicurezza stradale e sanitaria delle città. Oltre il rischio allagamenti c’è anche il problema topi. Antonio Gelfusa, maker e pensionato di Pontecorvo, ha trovato la soluzione: la caditoia a ghigliottina anti allagamento e anti ratto. «È un sistema di drenaggio automatico che convoglia l’acqua piovana allo scarico fognario, impedendone l’accumulo – spiega – Se la caditoia è intasata smaltisce l’acqua grazie a un dispositivo di apertura messo in corrispondenza della “bocca di lupo”, le tipiche aperture situate lungo i bordi dei marciapiedi di vie, parcheggi e sottopassaggi». Un meccanismo solleva uno sportello (la ghigliottina), che lascia confluire l’acqua nel pozzetto sottostante e poi nei collettori. Terminato l’allagamento si richiude, evitando l’uscita dei ratti in superficie. Attraverso un tubo in pvc l’acqua raggiunge infatti un contenitore, che riempiendosi funge da contrappeso. Per effetto della forza di gravità, la vaschetta si abbassa azionando il dispositivo, che trasmette il movimento alla serranda, alzandola verticalmente. Esaurito il flusso d’acqua, il contrappeso si svuota tramite una valvola di scarico, richiudendo la ghigliottina. «L’idea è nata nel 2014 – ricorda l’inventore – Sono rimasto colpito dalla morte di due anziani intrappolati nell’auto in un sottopasso allagato di Roccasecca». Nella sua officina ha preso forma così il primo prototipo. «Una caditoia anti allagamento per uso privato: garage, seminterrati, sottopassaggi». L’invenzione, presentata alla Maker faire Rome 2015, ha suscitato interesse e un riconoscimento del Comune di Pontecorvo, che si è impegnato a dare avvio alla sperimentazione. Seguirà la fase di start up, «se arriverà il finanziamento chiesto a Sviluppo Lazio» precisa. Al vaglio intanto proposte di imprese del Nord.

caditoiantiallagamento.it

 

ISTALLAZIONE
Tagliare e rimuovere la “bocca di lupo” dal marciapiede. Calare il congegno nell’apertura, spingendolo sino al pozzetto sottostante alla caditoia. Posizionata la ghigliottina al livello stradale e la pedana antiscivolo sul piano di calpestio, fissarla al marciapiede.
IL MECCANISMO
La griglia laterale canalizza la pioggia in una vasca d’acciaio inox. Il peso dell’acqua, spingendola in basso, aziona un sistema di tiranti e pulegge. Il movimento è trasmesso a due steli che, scorrendo nelle guide, sollevano la serranda. Una valvola di scarico svuota il contrappeso, richiudendola.
MANUTENZIONE
Il dispositivo sarà pronto all’uso, senza bisogno di elettricità o manutenzione. Sarà sufficiente oliare pulegge e barre di scorrimento saltuariamente.

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