Distruzione costosa 

 ‘Le leggi  ambientali  proteggono  la natura così  come lei può  proteggere noi.  La natura  protegge quando  è protetta’

 

La natura ha valore? Come civiltà che dura da millenni abbiamo detto “sì”, ma oggi alcuni politici stanno cercando di  dire “no”. Già, perché se la natura non  ha alcun valore possiamo tagliare le nostre  foreste, trasformare i nostri fiumi in  accumuli di rifiuti, l’aria che respiriamo  in veleno. Se la natura non ha valore si può cercare di sostituire  le sue funzioni ecologiche con fertilizzanti tossici,  pesticidi e prodotti chimici. E possiamo tentare di sostituire  la sua biodiversità con semi modificati e brevettati.      

LA COMUNITÀ SCIENTIFICA sta valutando il valore della  natura. La stima è che a livello mondiale le funzioni  che ci fornisce valgono più di 33 trilioni  di dollari, quasi il doppio delle dimensioni  della economia di mercato, valutata 18  trilioni di dollari. L’economia della natura  è chiaramente l’economia più grande,  eppure non è vista come preziosa. Ha un  evidente valore, sacro e inviolabile, che  noi gli attribuiamo perché siamo consapevoli  che la madre terra sostiene la  nostra vita, i mezzi di sussistenza, le  economie. L’economia popolare dipende  dall’economia della natura e l’economia  di mercato dipende da entrambi.    

IN TEMPI RECENTI i concetti di “valore”  e “prezzo” sono stati ridotti al loro  mero valore di mercato e sono stati distorti,  ma il valore è multidimensionale,  nello spazio e nel tempo. Mentre i costi  della distruzione ecologica ed economica  non sono calcolati, lo è invece il valore  dell’energia elettrica generata: i costi  sono reali. E la natura ci ricorda questi  costi quando scatena inondazioni come il disastro di  Uttarakhand del 2013 che ha distrutto villaggi, scuole,  aziende agricole, strade, ponti e ha ucciso ventimila persone.  Se dovessimo includere tutti i costi causati dall’estrazione  di petrolio, dall’espansione urbana, dall’inquinamento  dell’aria e delle acque, dal riscaldamento globale  e dalle catastrofi climatiche ci renderemmo conto  che viviamo una vita contro la vita, che ci dedichiamo a  un’economia negativa i cui costi per il pianeta e le persone  sono di gran lunga superiori ai profitti.        

NEL 1982 CI È STATO CHIESTO dal ministero dell’Ambiente  di esaminare l’impatto del calcare minerario nelle  colline Mussoorie. L’estrazione di calcare serviva alle  industrie del cemento, dell’acciaio e dello zucchero. Il  nostro studio ha dimostrato che il valore di questa azione  distruttiva era più alto di quello generato dall’industria  mineraria. Proprio sulla base del nostro studio la  Corte suprema ha ordinato la chiusura delle miniere in  Mussoorie: l’articolo 21 della nostra Costituzione sostiene  infatti il diritto alla vita dei cittadini dell’India. La Corte  ha riconosciuto il valore della natura e ha detto qualcosa  di ovvio: quando il commercio mina la vita, il commercio  deve fermarsi perché la vita deve continuare.      

IL CASO DELLE MINIERE DI BAUXITE in  Niyamgiri Hills è simile. La compagnia  britannica Vedanta Resources ha perso  la battaglia per scavare una miniera di  bauxite sulla montagna di Niyamgiri, la  miniera avrebbe distrutto le foreste da  cui dipende la sopravvivenza della tribù  dei Dongria Kondh e avrebbe devastato  le vite di migliaia di altri indigeni  Kondh che abitano nell’area. Nel 2008  la Corte suprema aveva autorizzato l’apertura  della miniera ma i popoli Kondh  hanno continuato a fare resistenza. Alla  fi ne il governo indiano è dovuto intervenire  per impedire la distruzione del loro  sito più sacro. Insomma, la popolazione  è riuscita a fermare l’estrazione della  bauxite sulla base dei suoi diritti costituzionali  e sulla base del riconoscimento  del Forest rights act, ma per aprire la  strada allo sfruttamento della montagna  oggi il governo sta progettando di  modificare, se non eliminare, le leggi che proteggono la  natura e i diritti delle persone. Smantellamento giustificato in nome della crescita e dello sviluppo, ma questa  crescita e questo sviluppo sono soltanto per gli oligarchi,  non per i cittadini indiani. La gente ha bisogno di leggi  per essere protetta dall’ ingordigia delle grandi imprese.  Le leggi ambientali proteggono la natura così come lei può  proteggere noi. Prakriti-rakshati-rakshita, diciamo noi: la  natura protegge quando è protetta.  (Traduzione di Stefania Marchitelli)

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