Teatro Valle, la battaglia continua

L’occupazione è finita. Ma la campagna di artisti e lavoratori prosegue

Teatro Valle

Gli ex occupanti del Teatro Valle non mollano. Sono lavoratori della cultura che dal giugno 2011 si dedicano a salvaguardare uno dei più antichi teatri di Roma, restituendo alla cittadinanza uno spazio di aggregazione e creazione con modalità del tutto inedite. Oggi tengono alta l’attenzione sul progetto e rivendicano i risultati raggiunti, tra i quali cinque riconoscimenti italiani ed europei meritati, dall’Ecf (European cultural foundation) Pincess Margriet Award, al premio Legambiente “alla virtù civica”, passando per il premio Euromed “per il dialogo tra le culture”. Il Teatro Valle Occupato ha costituito una nuova esperienza artistica e insieme politica: uno spazio aperto a teatro, danza, arte, cinema, dibattiti, nuovi modi per creare cultura e fruirne. Dotato di uno statuto innovativo il Valle ha rappresentato un esempio pioneristico per la cultura italiana e non solo.  «Siamo stati considerati illegali, ma stavamo portando avanti un esperimento nuovo che, in quanto tale, era ancora privo di norme» spiega Tony Allotta, attore che lavora al progetto fin dall’inizio. Si definisce un “comunardo”, un partecipante all’assemblea aperta chiamata “comune” che tradizionalmente si svolgeva al Valle il lunedì sera.

La comune si tiene ancora oggi, nonostante le difficoltà, dopo la fine dell’occupazione la scorsa estate. «Siamo usciti dal teatro il 10 agosto dimostrando che di fatto non eravamo illegali, ci siamo sempre presi cura del Valle e siamo stati sempre aperti all’intervento di tutti» aggiunge Tony Allotta. Il massimo rispetto per il luogo e per la collettività ha caratterizzato anche l’occupazione del foyer del 27 novembre 2014. I “comunardi” volevano ribadire le proprie istanze e chiedere che gli impegni presi ad agosto dall’Assessorato alle politiche culturali e dal Teatro di Roma, diventassero realtà. Agli attivisti era stato chiesto di lasciare libero il teatro con urgenza a causa dei lavori di ristrutturazione, con la promessa di uno spazio provvisorio, dato in sostituzione, per continuare le attività, in vista della costituzione di un modello di coge­stione partecipata del Valle.

«La nostra è una lotta politica, non di categoria – afferma Allotta – la promessa di un periodo di gestione artistica non ci interessa non accetteremo mai un accordo privato poco chiaro fra entità che rinunciano al processo pubblico». La prima richiesta è il riconoscimento legale della Fondazione Teatro Valle Bene Comune, nata dall’occupazione nel settembre 2013. La Fondazione è una forma giuridica avanzata per una nuova istituzione, né pubblica né privata, che sia il perno di nuove politiche culturali pensate dal basso, “da chi la cultura la ama e la produce”.

Il 9 gennaio scorso è stato quindi convocato un tavolo con l’Assessore alle politiche culturali Giovanna Marinelli, il vice presidente della Commissione Cultura Gianluca Peciola, il presidente del Teatro di Roma Marino Sinibaldi e il direttore Antonio Calbi. La Fondazione Teatro Valle Bene Comune ha presentato una bozza di Convenzione per sperimentare un progetto gestionale e artistico innovativo ispirato alle pratiche dei beni comuni. Il testo, che si trova on-line, prevede, tra l’altro, l’uso del foyer anche durante i lavori di ristrutturazione, così da proseguire le attività della Fondazione. «Sono mesi difficili per Roma e per l’Italia, i rapporti tra la politica e la criminalità sono sotto gli occhi di tutti e manca il coraggio per valorizzare le buone pratiche. I beni comuni fanno paura perché sfuggono al controllo – conclude Tony Allotta – ma noi teniamo duro, crediamo fortemente in un progetto che può davvero cambiare il modo di vivere dei cittadini».  (Elisa Palagi)

www.teatrovalleoccupato.it

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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