Svolta in Francia,
stop alle trivelle

trivelle

La svolta sulle trivelle arriva dalla Francia. «In considerazione delle drammatiche conseguenze che potrebbero colpire tutto il Mediterraneo in caso d’incidente dovuto alle perforazioni petrolifere Ségolène Royal decide di applicare una moratoria immediata sulle ricerche di idrocarburi nel Mediterraneo, sia nelle acque territoriali francesi, sia nella zona economica esclusiva». Sono queste le parole del comunicato diffuso ieri dal dicastero dell’ambiente  francese: la ministra dell’Ambiente e dell’Energia, Ségolène Royal, ha comunicato la decisione di mettere immediatamente in atto una moratoria sulle ricerche d’idrocarburi nel Mediterraneo. Il provvedimento è stato reso noto nel corso della seconda Conferenza Nazionale sulla Transizione Ecologica del Mare e dell’Oceano, tenutasi a Parigi. Il comunicato della ministra non lascia spazio ai dubbi.  Inoltre, la ministra Royal «chiederà che questa moratoria sia estesa all’insieme del Mediterraneo, nel quadro della Convenzione di Barcellona sulla Protezione dell’Ambiente Marino e del Litorale Mediterraneo».

Notizia di qualche giorno fa proprio in Francia è l’incidente ad una condotta della Total: una escavatrice ha danneggiato un oleodotto che trasporta greggio da una raffineria a un deposito nel Nord Ovest del Paese, nei pressi dell’estuario della Loira. I litri fuoriusciti rilevati da Total sono 380mila, i potenziali quasi 550mila. “Evacuate alcune abitazioni. Vietato il consumo d’acqua per persone e animali”, ha comunicato il gruppo petrolifero. La Total, scusatasi per l’incidente, ha assicurato “l’utilizzo della condotta è stato immediatamente sospeso e il troncone in questione è stato isolato per evitare la fuga”.

Intanto la ministra Ségolène Royal fa seguito con questa moratoria alle sue prese di posizioni in favore dell’energie rinnovabili. Per quel che riguarda l’energia solare, meno di tre settimane fa, ha lanciato a Marsiglia il progetto delle «strade solari», cui saranno consacrati, per il momento, 5 milioni di euro, con l’ambizione di arrivare in cinque anni ad avere 1.000 chilometri di pannelli fotovoltaici, su tutto il territorio nazionale. Rispetto all’energia eolica, il documento finale della conferenza di ieri, mostra una determinazione nello sviluppare parchi eolici off-shore. Dieci progetti hanno vinto una gara d’appalto in questo settore specifico nel 2015. Un’altra gara d’appalto è stata lanciata per l’anno in corso. La zona individuata per l’installazione degli impianti fissi è a largo di Dunkerque, sul canale della Manica. L’Atlantico davanti alle coste bretoni e il Mediterraneo, ospiteranno, invece. delle fattorie eoliche sperimentali galleggianti.

“Anche la Francia, dopo la Croazia, dice no alle trivelle in mare – commenta Rossella Muroni, presidente di Legambiente -. Parigi guarda al futuro puntando su solare eolico ed efficienza energetica ed è ora che anche il nostro governo decida di abbandonare le fonti fossili che alimentano un modello energetico insostenibile dal punto di vista ambientale, non democratico, opaco e corrotto”. A fare pressione per la svolta nell’Adriatico è One Adriatic piattaforma che riunisce le associazioni ambientaliste di Croazia, Slovenia, Montenegro, Albania e Bosnia Erzegovina contro le trivelle. “In Croazia siamo già riusciti a ottenere una moratoria generale delle attività di ricerca di petrolio e gas. – spiega Dusica Radojcic, coordinatrice coalizione One Adriatic – In questi giorni in Italia stiamo sentendo tante falsità sul fatto che ‘è giusto estrarre petrolio perché in Croazia lo fanno già’. La verità è che in Croazia non esistono piattaforme petrolifere. Ci sono invece 19 piattaforme di estrazione del gas di proprietà dell’Eni e dell’Ina, la compagnia nazionale, le sole ancora interessate anche alle nuove trivellazioni in mare croato. Ci sembra ci sia in atto una campagna di disinformazione contro il referendum, con assurdità quali la notizia del divieto di traffico marittimo e pesca in acque croate a causa di nuovi progetti di trivellazioni, ufficialmente smentita dal nostro Ministero per i trasporti marittimi. Speriamo che il referendum sia un’opportunità per dire basta a queste accuse reciproche e l’inizio di un percorso per un Adriatico libero dalle trivelle”. Le fa eco Rossella Muroni di Legambiente: “Grazie a One Adriatic in Croazia si è riusciti a ottenere una moratoria generale delle trivellazioni. Puntare sulle trivellazioni è una scelta in assoluto contrasto con ogni strategia contro i cambiamenti climatici e che mette a rischio l’economia sana legata al mare. Occorre ragionare su quale deve essere il futuro del mare Adriatico con le popolazioni locali, le associazioni e i portatori di interessi a beneficio della collettività”.

In Adriatico, l’Italia rimane l’unico paese ad avere decine di concessioni e piattaforme in mare. Anche a ridosso della costa. La Croazia, l’altro Paese ad avere piattaforme installate nel mare Adriatico, ha solo 19 piattaforme per l’estrazione di gas localizzate al centro dell’Adriatico, a ridosso del confine delle acque di sua competenza. Il governo croato ha di recente annunciato una moratoria contro le nuove trivellazioni. La moratoria segue di qualche mese la rinuncia da parte di due compagnie petrolifere a proseguire le attività di ricerca di giacimenti in acque croate su 7 delle 10 aree in concessione. Qualche settimana fa la Petroceltic ha fatto dietrofront rispetto a un permesso di ricerca a largo delle isole Tremiti e la Shell per le sue attività nello Ionio. Sono, insomma, le stesse compagnie petrolifere a non ritenere conveniente puntare su nuove attività estrattive nel mare italiano.

 

 

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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