Genova, sversamento di petrolio sotto controllo ma si teme la pioggia

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Continua il lavoro dei tecnici per per evitare che lo sversamento di petrolio dalla condotta della raffineria Iplom di Genova causi danni maggiori, mentre la magistratura ha aperto un fascicolo contro ignoti. Dopo i primi interventi dei vigili del fuoco nella serata di domenica 17 aprile, Iplom ha disposto i lavori di messa in sicurezza della zona in cui si è verificato l’incidente alla conduttura. Alla raffineria spetterà quindi il compito di rimuovere il danno ambientale, fornendo al Comune report puntuali e verificabili sulle azioni svolte. L’amministrazione comunale si riserva di chiedere alla Regione Liguria lo stato di emergenza.  Ieri il Comune ha convocato il Centro operativo comunale. Oltre al sindaco, Marco Doria, e l’assessore alla Protezione civile, Gianni Crivello, alla riunione hanno preso parte la presidente del municipio Valpolcevera e i rappresentanti di Vigili del fuoco, Arpal, Asl, Capitaneria di Porto, tecnici della Regione e della Iplom. Intanto sul posto Asl e Arpal stanno svolgendo monitoraggi costanti a tutela della salute pubblica. «I livelli di idrogeno solforato – riferiscono i tecnici – non hanno mai fatto registrare sforamenti dei limiti previsti dalla legge. Al momento non esistono elementi di pericolo sanitario». Dalla raffineria spiegano che «l’incidente si è prodotto mentre era in corso il trasferimento di grezzo da una nave nel Porto Petroli di Multedo. Verificato un calo di pressione il pompaggio è stato immediatamente interrotto».

«Si stima che la perdita di petrolio ammonti a circa 600mila litri di greggio. La quantificazione dei danni è ancora in corso, ma si prospettano bonifiche lunghe e complicate – ha dichiarato il presidente di Legambiente Liguria Santo Grammatico – Le operazioni di bonifica superficiale e nelle falde acquifere dovrebbero riguardare quattro chilometri di bacino fluviale». Sembrerebbe evitato il rischio dello sversamento in mare, tuttavia anche l’area costiera dovrà essere interessata da lavori di bonifica. La Capitaneria di Porto, infatti, avverte che la situazione potrebbe evolversi in caso di rovesci importanti. Il direttore marittimo della Liguria, ammiraglio Giovanni Pettorino, ha avviato le procedure previste dalla legge sulla difesa del mare e la società Iplom ha ricevuto una diffida a rimediare all’inquinamento marino provocato e a rimuoverne, a proprie spese, tutte le conseguenze. «A fronte di tutte le misure di contenimento poste in essere – conferma l’ammiraglio Pettorino – la situazione sembra essere sotto controllo. È comunque necessaria la rimozione totale del greggio per scongiurare qualsiasi rischio che il prodotto possa riversarsi in mare».

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