Stop pesticidi, ripartendo dal verde urbano

Pesticidi_killer

“Stop pesticidi”. È una speranza e una denuncia quella raccolta da Legambiente nel suo dossier che verrà presentato oggi a Villa Mazzanti a Roma. Ma quest’anno accanto all’allarme ci sono anche le buone pratiche. Come quelle presenti nella rete degli Ambasciatori del territorio di Legambiente. Un’organizzazione che racchiude 150 realtà agricole italiane che producono nel rispetto del patrimonio ambientale, sociale e culturale dei loro territori. Un modello di economia sostenibile che già funziona. Ma tra le buone pratiche raccontate da Legambiente ci sono anche progettualità innovative in altri ambiti.  Una storia tra tutte: quella della tutela delle api nel verde urbano promossa da Conapi, Consorzo Nazionale Apicoltori e dal  Centro agricoltura ambiente G. Nicoli di Crevalcore a partire dal 2014. Trentanove amministrazioni comunali delle province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma hanno aderito all’iniziativa per tutelare le api in ambiente urbano e a promuovere, in stretta collaborazione col Servizio fitosanitario regionale della Regione Emilia-Romagna, una gestione degli aspetti fitosanitari del verde urbano caratterizzata dalla massima sostenibilità ambientale.

«Le api muoiono perché si posano su piante irrorate da insetticidi contro parassiti come afidi o cocciniglie –  spiega Giorgio Baracani di Conapi –   Una corretta gestione del verde ornamentale può quindi favorire la salvaguardia delle api negli ambienti urbani, consentendo loro di continuare a coprire anche quel delicato ruolo di “sentinelle dell’ambiente” che da sempre le caratterizza».

In buona sostanza esistono strategie di controllo degli organismi nocivi alternative a quelle chimiche: informazioni pratiche su avversità e metodi di lotta, integrate con foto per favorire l’identificazione degli insetti utili, vengono fornite ai cittadini attraverso i siti web dei Comuni, mentre i tecnici di Conapi e Centro agricoltura ambiente G. Nicoli promuovono iniziative pubbliche mirate a favorire una migliore conoscenza dell’importanza della tutela delle api. Tra le informazioni anche la valorizzazione della lotta naturale, che ognuno di noi può contribuire a realizzare all’interno del proprio giardino. Un esempio è il mantenimento di piccole siepi e strisce di erbe non falciate che consentono la moltiplicazione, l’alimentazione o il rifugio di insetti utili e agevolano il passaggio verso le piante ornamentali infestate. Le siepi rappresentano, infatti, importanti corridoi di spostamento per insetti utili, mettendo in comunicazione parchi e giardini anche molto distanti tra loro. «Tra le specie arbustive e arboree presenti nelle siepi delle nostre campagne o dei parchi cittadini di maggiori dimensioni – spiega Roberto Ferrari del Centro agricoltura ambiente G. Nicoli di Crevalcore –  ci sono molte specie quali  il pioppo bianco, prugnolo, acero campestre, evonimo, sanguinello e nocciolo che sono . Piante particolarmente ricche di predatori di afidi, quindi di fondamentale importanza nel contenimento delle infestazioni su moltissime piante ornamentali».

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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