Spontaneo sapore

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Sono innumerevoli le piante spontanee che possiamo raccogliere per le nostre ricette. Una delle meno note ma più “saporite”, da utilizzare per dare aroma a insalate, arrosti o stufati è il cerfoglio comune (Anthriscus sylvestris L.). Forse originario del Medio Oriente, pare che sia stato portato in Europa dagli antichi romani di ritorno da una delle tante spedizioni di conquista, dopo di che ha avuto, anche a causa della sua natura molto rustica, una notevole diffusione.

Appartenente alla stessa famiglia del prezzemolo, del sedano e delle carote (le Apiaceae o ombrellifere), gli somiglia sia per aspetto che per sapore: pianta perenne ha radici molto lunghe e grosse. Il fusto, molto ramificato e sottile, è di altezza fra i 20 e i 140 centimetri; le foglie sono molto simili a quelle del prezzemolo, un po’ più frastagliate e di colore più tenue. I piccolissimi fiori bianchi, che sbocciano a primavera inoltrata, sono raccolti in ombrelli con numerosi steli (8,10 o anche 16). I luoghi in cui è possibile rinvenirlo sono quelli freschi e ombrosi, con buona riserva idrica, dal livello del mare fino ai 2.000 metri circa. Nel nostro Paese non dovrebbe essere presente in Sicilia, Sardegna e Puglia. Oltre che per il suo gusto è stato fortemente utilizzato, a partire dal medioevo, per le sue virtù diuretiche e purganti, le foglie vengono usate anche per la preparazione di creme di bellezza purificanti.

Non improvvisatevi però raccoglitori di piante spontanee, questa specie si può confondere con un’altra della sua famiglia, molto pericolosa: la cicuta (Conium maculatum L.), che ha però un odore sgradevole. Affidatevi sempre ad un esperto.

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