Somiglianze pericolose

pianta gennaio

Andare per campi a raccogliere erbe selvatiche può riservarci sempre qualche sorpresa se non conosciamo a fondo la natura. Ad esempio ci sono alcune piante, volgarmente chiamate crochi, che a un occhio poco esperto, danno fiori simili ma hanno differenze sostanziali e pericolose. Il vero genere dei crocus, di cui il più famoso rappresentante è il Crocus sativus L., da cui si produce lo zafferano, è presente nel nostro paese con circa 15 specie, hanno fiori tubolari con tre stimmi molto marcati di colore rosso mattone.

La maggior parte di questi fiorisce a fine inverno, inizio primavera, ma alcuni, tra cui il sativus, emettono fiori ad ottobre. Le colorazioni vanno dal bianco al lilla, passando per l’azzurro e il giallo. I colchici, invece, fanno parte addirittura di un altro ordine, le Liliales, e la specie più diffusa è il Colchicum autumnale L. che produce fiori con colori che vanno dal lilla al rosa che compaiono prima delle foglie e hanno sei stami.

La differenza è da tenere bene in mente perché questo fiore contiene la colchicina, un pericolosissimo alcaloide (anche noto come arsenico vegetale) presente in tutte le parti della pianta, dalle radici ai fiori. Bastano un paio di grammi di semi per poter uccidere un bambino, perfino annusare questi fiori spesso genera forti mal di testa. I sintomi dell’ingestione sono vari: dall’iniziale bruciore alla bocca a violentissimi dolori addominali fino al collasso cardio circolatorio. Purtroppo non esistono antidoti in grado di contrastare l’azione di questo veleno. Nel dubbio, evitiamo di raccogliere questi fiori anche perché i colchici sono sempre più rari ed anche se velenosi sono preziosissima biodiversità a rischio.

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