Smantellamento navi, l’Italia rottama in Asia

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Navi smantellate a mani nude in India, Bangaldesh, Pakistan, Turchia e Cina. Il dumping ambientale e le responsabilità degli armatori. Anche italiani. Sono solo alcuni degli aspetti che affronta la piattaforma internazionale di ong “Shipbreaking”. L’ultima arrivata tra le associazioni aderenti è Legambiente, unica realtà italiana. «Il nostro impegno nel proteggere l’ambiente marino si adatta perfettamente allo scopo della piattaforma di ong con i quali condividiamo i medesimi obiettivi- spiega Sebastiano Venneri responsabile Mare e territorio di Legambiente – i proprietari di navi hanno la responsabilità che le loro navi vengano smantellate in un modo sostenibile. Ed invece navi commerciali di proprietà italiana sono andate distrutte sulle spiagge dell’Asia del Sud, inquinando l’ambiente e mettendo a rischio la salute dei lavoratori. E’ un nostro obiettivo fermare la vergognosa pratica del beaching, lo spiaggiamento delle navi. Vogliamo batterci per una reale sicurezza dei lavoratori e per pratiche di riciclaggio sostenibili coinvolgendo i cittadini e il settore industriale in Italia».

Le navi commerciali contengono grandi quantità di materiali tossici. Dall’ amianto alle vernici composte da metalli pesanti. E rottamare una nave in India, Pakistan o Bangladesh è vantaggioso per i bassi costi della manodopera e le scarse prescrizioni ambientali. Inoltre le condizioni del mercato dell’acciaio sono più favorevoli in Asia meridionale rispetto ad altre aree del globo. Questi fattori influenzano le decisioni degli armatori che si trovano a dover rottamare le navi arrivate a fine del ciclo di vita.

Tra i Paesi che ogni anno contribuiscono all’inquinamento del sub-continente indiano c’è anche l’Italia.  Negli ultimi sette anni, circa 90 navi appartenenti ad armatori italiani sono state smantellate sulle spiagge dell’Asia meridionale.

 

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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