Siracusa, Legambiente condannata a pagare

Si tratta di 18mila euro di spese processuali per aver cercato di non far costruire un centro commerciale a due passi da una delle aree più celebri del patrimonio monumentale archeologico siciliano. “La bellezza non ha prezzo, ma difenderla costa caro”

Secondo fossato

“La bellezza non ha prezzo, ma difenderla costa caro. Cercasi 18mila euro per Legambiente. Aiutaci ad estinguere il debito di 18.000 euro per l‘ingiusta condanna subita. Fai sentire la voce del Paese che difende la bellezza e i beni comuni aggrediti e minacciati”, si legge nel post sulla pagina facebook degli ambientalisti di Siracusa. I diciottomila euro sono le spese processuali per aver cercato di non far costruire un centro commerciale a due passi da una delle aree più celebri del patrimonio monumentale archeologico siciliano.  il Fiera del sud, “una struttura immersa nel verde, attenta all’ambiente, a pochi minuti dal centro e in una zona di grande espansione”, come pubblicizzava il sito online da tempo inaccessibile. Dopo numerose iniziative e dopo essere intervenuti nelle diverse sedi giudiziarie, hanno impugnato in Cassazione la sentenza con cui il consiglio di giustizia amministrativa aveva condannato il comune a risarcire la Open Landuna società alla quale era stato in un primo momento negata l’autorizzazione a realizzare un centro commerciale sulla Balza di Epipoli.  A pochi metri c’è un’opera militare costruita tra il 402 e il 397 avanti Cristo con lo scopo di proteggere la città da eventuali operazioni militari di assedio o attacco, le mura e il castello Eurialo. Monumento che dal 2005 è patrimonio dell’Unesco.

Nel giugno del 2009 la richiesta della concessione edilizia al comune, che la rilascia per silenzio-assenso solo in un secondo momento, dopo averla inizialmente rigettata perché, come ha riconosciuto il consiglio di giustizia amministrativa nel giugno 2013, “non avrebbe potuto in alcun modo essere accolta difettando in radice i presupposti urbanistici per il suo legittimo rilascio”. Nel gennaio 2014 , quindi ecco che lo stesso Cga accoglie la richiesta di risarcimento di quasi 36 milioni di euro avanzata dalla Open Land al comune. Richiesta che a giugno 2015 sarà fissata a quasi 25 milioni di euro. Nel novembre 2015, infatti, il Comune presenta il ricorso al Cga, con il quale chiede di rivedere la sentenza sul rilascio della concessione edilizia per la realizzazione del centro commerciale e il risarcimento dei danni. Tutto quel che accade dopo si conclude nel modo peggiore, con la condanna di Legambiente e con la realizzazione del centro commerciale.

 
 
 
 
 
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