Sardegna, il Parco di Tepilora è “riserva della biosfera”

pinna foto1-k2KD-U110032197700433lH-1024x576@LaStampa.it

Il Parco di Tepilora brucia le tappe e conquista il prestigioso riconoscimento di riserva della biosfera del programma Mab Unesco. È  sicuramente un record per un’area protetta istituita appena da due anni e mezzo, ma che ha saputo coinvolgere un territorio ben più ampio dei 4 comuni del parco. Sono 17 infatti le amministrazioni locali che Vivilitalia e Punto 3 hanno accompagnato nella redazione del dossier di candidatura del territorio sardo all’Unesco. “È stato un lavoro duro e affascinante – ha dichiarato Sebastiano Venneri, presidente di Vivilitalia – fatto di confronti anche aspri sul territorio, ma che alla fine ha visto una bella partecipazione di un’intera comunità locale. Del resto è un percorso che avevamo già sperimentato per l’istituzione dell’area protetta, un parco voluto fortemente dalla popolazione locale e che ora può fregiarsi di un riconoscimento così ambizioso e conseguito in un tempo così rapido”.

La cerimonia di riconoscimento si è tenuta ieri mattina a Parigi presso il palazzo dell’Unesco alla presenza dell’ambasciatore italiano Lomonaco e di una nutrita delegazione di amministratori sardi dei comuni coinvolti guidati dall’assessore all’ambiente della regione, onorevole Donatella Spano. Al termine della cerimonia il presidente del segretariato generale unesco, Chun Li, ha sottolineato l’importanza di una delegazione così numerosa, “un bel segnale in linea con il senso del riconoscimento Mab che vuole proprio sancire il buon equilibrio e la corretta integrazione fra la presenza di comunità coese e un territorio di qualità “.

IMG_3866

Roberto Tola, sindaco di Posada, località pluripremiata e insignita delle 5 vele di legambiente, indiscusso animatore del percorso di istituzione del parco prima e del conseguimento di questo riconoscimento poi, è entusiasta: “È un record per il nostro paese del quale siamo orgogliosi. Passare in due anni e mezzo da territorio senza brand a parco e a sito unesco è stata una scommessa vinta che ha avuto ragione di campanili e particolarismi. Io continuo a considerarlo un punto di partenza, ora abbiamo tutti le condizioni per avviare una stagione di promozione e sviluppo del territorio che faccia leva sulle risorse migliori di questi luoghi”.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *