Sapore di grano

È un grano nobile il “Senatore Cappelli”, tralasciato negli anni ‘60 in favore di specie più produttive nell’ottica di un’agricoltura intensiva a base di additivi chimici e pesticidi. Cresce senza concimi e diserbanti sull’altopiano del Formicoso, vicino Avellino, a mille metri di altitudine. Perché gli agricoltori lo coltivano a rotazione con erbai di leguminose che lasciano sul terreno i nutrienti mentre le sue spighe, alte fino a un metro e 80, sono irraggiungibili per le infestanti. Su questa varietà di frumento, sulla sua filiera sostenibile e vantaggiosa dal punto di vista economico e ambientale, ha scommesso con successo il consorzio Formicoso Alta Irpinia – Fai, nato dal Gruppo azione locale Cilsi e finanziato nell’ambito del Psr Campania 2007/2013. ‹‹Il consorzio è nato nel 2012 e oggi riunisce 27 coltivatori dai 13 iniziali – racconta Antonio Ciani, presidente del Fai – Stiamo crescendo in modo costante, con la “lentezza” dei tempi di coltivazione insita in un’attività di agricoltura sostenibile e grazie a un’ottima gestione dei risultati. Nel 2014 abbiamo cominciato infatti a vendere la nostra pasta e quest’anno abbiamo messo sul mercato un secondo prodotto, la semola rimacinata per i prodotti da forno››.

pasta 3

Pasta e semola sono ottenute da grano coltivato, raccolto e lavorato sull’altopiano, confezionato e distribuito dai consorziati. E nel futuro prossimo del Fai c’è l’obiettivo di gestire la filiera delle altre bontà del Formicoso: latte e formaggi. Diversi agricoltori, infatti, allevano mucche da latte al pascolo che producono, grazie alle ottime leguminose da foraggio seminate a rotazione, latte di altissima qualità e di valore maggiore sul mercato. Intanto, il Fai farà conoscere al mondo i sapori del loro territorio partecipando all’Expo di Milano, con una speranza: ‹‹L’Expo potrebbe favorire in Italia lo sviluppo di un’agricoltura diversa – riprende Ciani – che tenga conto della piccola dimensione delle aziende italiane, diverse anche per questa ragione da quelle di altre zone d’Europa e del mondo con grandi estensioni di terreno agricolo». Come dire, la qualità è indispensabile per reggere il confronto globale valorizzando la biodiversità e la tipicità: «È l’unica maniera per guardare ad un futuro migliore per la nostra agricoltura››. (Rossella Bertugno)

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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