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Il Salento è FinisTerrae, serrato tra due mari, Ionio e Adriatico, proiettato verso Oriente. Quest’influsso lo si percepisce in particolar modo nella basilica di Galatina, dedicata a Caterina d’Alessandria, martire cristiana venerata anche dal rito greco ortodosso.

Sarà questa una delle tappe del progetto “Del Sacro e del Profano”, progettato per sollecitare i laboratori di comunità che Koreja sta conducendo in Salento, a Galatina, Nardò e Leverano. L’azione è inserita nel piano del Sac (Sistemi ambientali culturali) dell’Arneo/Costa dei Ginepri che comprende decine di comuni salentini, con capofila Nardò. Qui tra l’8 e il 10 settembre si concluderà questo progetto di Koreja con quella competenza che il teatro sa esprimere: fare spazio pubblico, far emergere le condizioni abilitanti per esprimere cittadinanza consapevole, capace di rilevare l’essenza dei territori.

Sempre a Galatina, un altro punto focale di questa esplorazione è la cappella di San Paolo che rappresenta, in modo emblematico, questa ibridazione tra sacro e profano. Quel luogo divenne un punto di riferimento del fenomeno del tarantismo. Nel suo complesso Del sacro e del profano tende quindi a re-mixare il tema del sacro, con la memoria storica e l’identità culturale, nonché il legame fra teatro e nuove tecnologie attraverso forme particolari come il performing media del “videomapping nomade” e i “walkabout”, le conversazioni-esplorazioni del territorio con tanto di radio, smartphone e videoproiezioni.

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