Roma, capitale degli “alieni”

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Roma è capitale delle specie aliene. E ad essere una vera e propria riserva naturale delle specie alloctone vegetali e animali è il suo meraviglioso parco Villa Pamphili. Con danni ambientali gravissimi. A spiegarceli Piero Genovesi di Ispra, Andrea Monaco della direzione Ambientee sistemi naturali della Regione Lazio e dalla presidente di Legambiente Rossella Muroni che ci hanno guidati all’interno del parco in un itinerario originale grazie al progetto europeo Life Asap. Ad essere una specie aliena non è solo il classico punteruolo rosso che sta devastando le palme nostrane e anche quelle alloctone, introdotte ormai da migliaia di anni nel nostro territorio, ma anche il tarlo asiatico che è addirittura più pericoloso. E’ un insetto infatti “generalista” che potrebbe attaccare oltre 100 specie, in primis gli agrumeti in Sicilia. Come è arrivato qui? Prendendo “un passaggio” sui famosi tronchetti della felicità che per anni sono stati una pianta ornamentale da regalo. “Il tarlo asiatico è già arrivato a Roma, ha attaccato circa un anno fa due olmi centenari nel Parco di San Sebastiano che sono stati abbattuti. Oltre il danno ambientale pensate al danno economico: per abbattere fusti di una decina di metri ci vogliono circa 10mila euro”.

Gli fa eco Rossella Muroni di Legambiente che allarga lo sguardo: “La presenza di specie esotiche originarie di luoghi lontani e spesso più caldi dovrebbe farci riflettere su quanto il clima sia effettivamente cambiato per permettere a pochi esemplari rilasciati di colonizzare il nostro Paese minacciando la biodiversità”.

Le specie vegetali spontanee rilevate nell’area urbana di Roma sono ben 1649, tra le quali quelle che possono essere considerate specie aliene sono 243, pari al 14,7% delle specie totali.

Per quanto riguarda le specie animali, invece, non esiste un dato di sintesi relativo all’area urbana di Roma ma sappiamo che la provincia di Roma è quella con il maggior numero di specie di fauna aliena con 203 specie, pari al 87,5% delle 232 specie aliene rilevate in tutta la regione. Per l’area urbana di Roma è interessante far notare che sono oltre 100 le specie aliene occasionali, cioè di cui è stata segnalata la presenza a seguito del ritrovamento spesso di un singolo esemplare, probabilmente mantenuto in cattività e sfuggito o volontariamente rilasciato.

Ad essere piena di specie alloctone, come ad esempio l’Ailanto che si attacca con radici che devastano i monumenti, anche la valle dei daini, dentro Villa Pamphili, zona che era destinata all’epoca alla riserva di caccia per la famiglia.

La provenienza delle specie aliene è molto spesso responsabilità dell’uomo: basti pensare ai parrocchetti del collare, ai pappagalli o alle testuggini asiatiche come la tartaruga a guancia gialla o a guancia rossa. Animali acquistati, regalati, vinti magari nei parchi giochi che vengono poi liberati nel parco, perché non si ha più tempo di curarli, o perché si pensa di “far del bene” a lasciarli liberi in un’area verde. “Occorre che tutti adottino comportamenti più responsabili e aiutino gli enti pubblici ad identificare nuove specie aliene invasive e a intervenire quando necessario” ha ribadito a questo proposito Piero Genovesi di Ispra. Ogni nuova specie introdotta mina l’equilibrio dell’ecosistema, minacciando le altre specie animali e vegetali. “Facciamo l’esempio delle tartarughe – spiega Monaco della Regione Lazio – nel laghetto di Villa Pamphili ci sono solo testuggini alloctone, specie voraci che mangiano piccoli di uccello, anfibi e rettili, qui si trovano benissimo. Peccato che un tempo qui c’era la testuggine palustre europea ma non esiste più. Non può competere con delle specie così aggressive”.

Il laghetto è un vero e proprio coacervo di specie alloctone: non solo testuggini ma l’anatra mandarina, l’anatra sposa dal Centro America, il persico sole del Nord America, la carpa erbivora dell’Asia, c’è anche il gambero rosso della Louisiana. Tutto il mondo è approdato in questo specchio d’acqua di Villa Phamfili. Difficile, stavolta, l’integrazione.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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