Rinnovabili, energie libere a Rimini

Dopo quelli sul riutilizzo di beni pubblici, la green economy nelle aree interne e la rigenerazione urbana, il quarto Quaderno della collana realizzata da Legacoop e Legambiente per promuovere la diffusione delle cooperative di comunità è dedicato all’energia pulita. Il volume, intitolato Energie libere – L’autoproduzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili: la risposta delle comunità locali ai cambiamenti climatici, è statopresentato oggi a Ecomondo, la ventesima fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, in corso a Rimini.

L’autoproduzione e la distribuzione, su scala locale, di energia pulita è, infatti, oggi la nuova frontiera di un radicale cambiamento del modello energetico, reso possibile dalla diffusione dell’utilizzo di fonti rinnovabili e dai progressi dell’innovazione tecnologica.Uno scenario che questo quaderno descrive e analizza in quattro capitoli – la rivoluzione energetica, l’autoproduzione da fonti rinnovabili, le Comunità dell’energia pulita, buone pratiche in rete – illustrati oggi nel dettaglio durante la presentazione.

All’appuntamento, moderato dalla responsabile Energia di Legambiente Katiuscia Eroe, sono intervenuti il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini,Paolo Scaramuccia, responsabile Cooperative di comunità di Legacoop, Grazia Giovannetti, presidente della Cooperativa di Comunità di Melpignano, Sara Capuzzo, vicepresidente della cooperativa ènostra, Annalisa Corrado, direttore tecnico di AzzeroCo2, Gabriele Nicolis, direttore marketing di ForGreen e Sergio Ferraris, direttore di Quale Energia.

“Siamo entrati in una nuova fase dello sviluppo delle fonti rinnovabili – ha detto Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – perché oggi con la riduzione dei costi degli impianti diventa possibile valorizzare le risorse presenti nei territori e dare risposta attraverso l’autoproduzione e la distribuzione locale ai bisogni di famiglie e imprese. Le idee e le storie raccolte in questo libro raccontano quanto una prospettiva di questo tipo sia nell’interesse di un Paese come l’Italia e dei suoi cittadini. Per queste ragioni occorre quanto prima eliminare le barriere che oggi esistono per questi interventi e rendere possibile la nascita di nuove cooperative e iniziative capaci di spingere le energie pulite e di creare nuovo lavoro”.

“Oggi affrontiamo il tema dell’autoproduzione energetica attraverso le Cooperative di comunità – ha spiegato Paolo Scaramuccia, responsabile Cooperative di comunità di Legacoop – cooperative di cittadini che si trasformano da semplici utenti in attori dei processi di efficientamento energetico del Paese, partendo dalla propria realtà locale. Energie Libere racconta esattamente questo, un modello di sviluppo sostenibile, responsabile e frutto dell’impegno della comunità.  Legacoop e Legambiente hanno intrapreso un cammino comune e i quaderni realizzati rappresentano il primo atto che rende concreto il protocollo di intesa, sono nate diverse idee progettuali che segneranno il percorso da seguire insieme nella promozione di Cooperative di comunità, sostenibili, responsabili e che mettano al centro il benessere delle comunità e dell’ambiente”.

I NUMERI contenuti nel Quaderno, le buone pratiche raccolte, i risultati ottenuti da quelle realtà che hanno fatto leva sulle opportunità già esistenti, nonostante un quadro normativo complicato e di fatto ostile alla cosiddetta generazione distribuita, rivelano come l’obiettivo di soddisfare i fabbisogni di energia elettrica e di calore, dalle abitazioni alle imprese, possa saldarsi, puntando sulle fonti rinnovabili e sui territori, con la creazione di valore economico, una nuova occupazione e il rafforzamento della coesione sociale.

Eolico, solare, biomasse, geotermia, idroelettrico non sono solo in rapida crescita in tutto il mondo ma stanno portando a cambiare il paradigma della produzione e distribuzione dell’energia, rimettendo al centro il territorio. In Italia le fonti rinnovabili garantiscono tra il 35 e il 40% della produzione elettrica, con più di 850mila impianti distribuiti nei comuni. Nel 2015 le fonti di produzione elettrica non idroelettriche sono cresciute in termini di produzione dal 16,5% al 22,7% rispetto ai consumi complessivi; la produzione da fotovoltaico è aumentata del 13%, e 24,6 TWh prodotti, quella geotermica ha avuto un incremento del 4,3%, con 5,8 TWh complessivi, mentre quella da biomasse con 20 TWh (+5%). L’eolico seppur in calo del 3,3% ha contribuito nel 2015 con 14,5 TWh.

Dietro questi numeri, come viene raccontato nel Quaderno, c’è anche la crescita di un nuovo modello energetico che va dalle 2.400 cooperative e comunità energetiche attive in Europa alle buone pratiche censite in Italia, da quelle storiche in Piemonte e Trentino-Alto Adige alla cooperativa di comunità di Melpignano, in provincia di Lecce.Cooperative, aziende, amministrazioni pubbliche, privati cittadini organizzati: le esperienze di sviluppo di politiche energetiche locali che vanno nella direzione dell’autoproduzione da fonti rinnovabili e che aprono la strada verso l’autonomia energetica sono multiformi.La tecnologia già oggi permette alle famiglie, alle imprese, alle comunità e agli enti locali di produrre, immagazzinare e distribuire energia elettrica. Produttore e consumatore, quando entrano in gioco le energie rinnovabili, si saldano, soprattutto nella dimensione cooperativistica, in quella nuova figura del prosumer (produttore-consumatore) grazie alla quale l’impegno concreto per il futuro del pianeta mette radici nei territori e nelle comunità locali.

È per queste ragioni che si moltiplicano i comuni in cui la produzione di energia pulita già oggi soddisfa il 100% dei fabbisogni e che crescono le adesioni dei sindaci al Manifesto per l’autoproduzione lanciato da Legambiente. Innovazione tecnologica, convenienza economica, benefici ambientali e creazione di lavoro, spesso altamente qualificato, alimentano anche la spinta vero la creazione di nuove imprese, da nord a sud, come quelle raccontate in questo Quaderno. E una corretta informazione può contribuire, in maniera decisiva, a diffondere una maggiore consapevolezza tra i cittadini, affinché possano fare le scelte giuste ed esercitare, in questo modo, il loro diritto alla responsabilità.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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