Ricostruire il futuro

Foto LaPresse - Roberto Settonce 13.09.2016 Amatrice (Ri) Terremoto Centro Italia inaugurazione scuola ad Amatrice nella foto:vigili del fuoco fuori della struttura Photo LaPresse - Roberto Settonce 13th September 2016 News: Hearthquake center of italy opening new scool  in the photo: firefigthers near the new school

Sono passati due mesi dal sisma che ha devastato il Centro Italia. E le difficoltà sul territorio rimangono tantissime. «La ricostruzione non è ancora iniziata nel nostro paese – spiega Stefano Petrucci, il sindaco di Accumoli, frazione completamente distrutta dal sisma – noi siamo ancora nella fase di accoglienza delle persone. Abbiamo preparato un ordinativo per la costruzione dei villaggi provvisori. Proprio in questi giorni stanno facendo i sopralluoghi per montare i prefabbricati e l’inverno avanza. Bisogna tenere conto della tempistica: credo che torneremo a vivere nella zona a marzo o aprile, ma nei prefabbricati». La priorità ad Accumoli più che la ricostruzione è la creazione dei villaggi provvisori: la popolazione non c’è più, i superstiti vivono in case a Roma o negli alberghi a San Benedetto del Tronto. Un’intera comunità è scomparsa da questi luoghi.

Ad Arquata del Tronto il consigliere comunale Leonardo Gabrielli spiega che la loro urgenza è ottenere ulteriore personale al Comune. «Abbiamo gestito l’emergenza con 3 dipendenti e un part-time – racconta – c’erano persone da altri Comuni che venivano a darci una mano, ma il turn-over con turni da soli 7 giorni non ci ha consentito di formare il personale. L’unica vera risorsa sono stati i ragazzi che hanno fatto volontariato. Dalle associazioni alla proloco. Senza i ragazzi non avremmo potuto fare nulla». Ad Arquata, come ad Accumoli, Amatrice e negli altri Comuni del cratere, gli amministratori sono alla prese con il decreto legge post-sisma, approvato dal governo il 19 ottobre scorso.

Un provvedimento che introduce alcune novità importanti, come l’allargamento del cratere sismico fino a 62 comuni coinvolti. Per le abitazioni principali, le prime e le seconde case, l’entità dei contributi sarà del 100%. Nei Comuni limitrofi al cratere, sarà al 100% per le abitazioni principali e le attività produttive, al 50% per le seconde case. Saranno completamente coperti i costi per la riparazione e ricostruzione di tutti gli edifici e le opere pubbliche, i beni culturali e gli edifici di culto.

Le imprese impegnate nella ricostruzione, sia pubbliche sia private, dovranno essere iscritte in una “white list”, alla quale si può accedere presentando la documentazione sulle proprie attività, dimostrando di essere in regola ad esempio con i regolamenti antimafia. Il commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, ha spiegato che l’obiettivo è evitare che, “come accadde in passato in altri contesti, ci possano essere infiltrazioni da parte del crimine organizzato nella gestione della ricostruzione”. Sarà poi avviato un sistema rafforzato di controllo dell’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, sulle procedure di gara.

Il decreto prevede interventi iniziali per circa 300 milioni di euro, ma il governo ha già chiarito che le risorse messe a disposizione saranno più consistenti: 3,5 miliardi di euro per la ricostruzione degli edifici privati, 1 miliardo per quelli pubblici. L’Ue contribuirà alla spesa per il 6 % circa, mentre il resto sarà a carico dello Stato italiano.

In questo scenario di ricostruzione ancora da avviare, nei fatti, s’inserisce la campagna La rinascita ha il cuore giovane, lanciata da Legambiente, Libera, Altromercato, Alleanza Cooperative Italiane Giovani, Federparchi, Alce Nero e Symbola per aiutare giovani imprenditori e cooperative. Finora i fondi raccolti ammontano ad oltre 25mila euro, la campagna è stata rilanciata a Rieti oggi, 24 ottobre, con l’avvio del sito www.rinascitacuoregiovane.it e il 27 ad Ascoli Piceno. Il prossimo passo sarà individuare nelle aree colpite i soggetti potenzialmente destinatari dei contributi raccolti, che abbiano subito danni a strutture e attività, e procedere con l’assegnazione dei contributi.

I criteri includono l’età dei destinatari (massimo 35 anni) e la documentazione dei danni subiti, oltre alla possibilità per il comitato promotore della campagna di verificare entro i 12 mesi successivi all’erogazione, l’esito della concessione. La campagna durerà un anno, durante il quale, sulla base delle risorse disponibili, verrà promosso un bando destinato a nuove attività economiche nei settori del turismo sostenibile, dell’agricoltura biologica, del commercio equo e solidale e delle economia sociale promosse dai giovani residenti dei comuni colpiti.

Tantissimi i donatori in questa primissima fase della raccolta fondi: singoli, imprese, associazioni che hanno scelto di puntare sul futuro delle zone terremotate, dando forza e sostegno a chi quel futuro lo creerà, i giovani imprenditori. L’ultima buona notizia è della signora Nuta del paesino Lanzo d’Intelvi, in provincia di Como: ha compiuto 90 anni ed ha chiesto a parenti ed amici un aiuto per i terremotati. Invece dei soliti regali sono stati raccolti 500 euro e versati per la campagna.  Anche la Comunità del Carmine di Voghera ha deciso di celebrare i 50 anni di attività con una raccolta fondi destinata alla campagna: «Ci siamo attivati – racconta Giorgio Silvani – per individuare un’iniziativa più mirata che andasse a sostenere le realtà giovanili e abbiamo scelto “La rinascita ha il cuore giovane”. Abbiamo raccolto i soldi alla fine della messa». Tra i donatori figurano la cooperativa sociale Altrocatering, che si occupa di cibo biologico, la Festa della birra nel parco comunale di San Giovanni in Fiore a Cosenza, la bottega di commercio equo e solidale dell’associazione Croce del Sud a Piombino, il circolo Acli di San Vigilio a Milano. Non è finita qui: c’è anche l’associazione proloco di Caramanico Terme in provincia di Pescara, la parrocchia di San Giorgio Martire a Chions (Pn), i presidi di Libera e i circoli di Legambiente. Non mancano le iniziative associative: la borsa solidale dei campi di volontariato di Legambiente sarà destinata quest’anno alla raccolta fondi come anche i proventi del campionato di minibasket organizzato dal Centro sportivo ADS Montesacro in collaborazione con il circolo Legambiente Aniene di Roma. Alce Nero ed Etimos hanno affiancato la campagna sostenendo un comitato promosso da realtà di Amatrice e di Padova impegnate nel progetto Cento ettari di terra viva: l’obiettivo è far recuperare le tradizioni cerealicole del Lazio, grano tenero e farro, ad una trentina di aziende di agricoltori «Alcune sono biologiche, altre disponibili alla conversione – spiega Marco Santori di Alce Nero –  l’obiettivo è supportare queste aziende attraverso l’individuazione dei semi, la definizione delle rotazioni e anche con accordi in filiera grazie ad Alce Nero. Abbiamo anche contribuito alle recinzioni delle terre contro il problema dei cinghiali». In questi giorni nelle terre di Amatrice si sta già seminando.

Giornalista professionista, da sempre si occupa di questioni ambientali, sociali e di genere. Dal 2003 a La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, di cui è stata anche coordinatrice, oggi segue la cultura e non solo. Da sempre realizza servizi video (dalle riprese alla post-produzione) per la televisione e per il web. Tra le sue collaborazioni quella con il "Nuovo Paese Sera" e "Left- Avvenimenti". È presidente dell'associazione culturale Marmorata169 che si occupa di "racconto di città". Contatti: galgani@lanuovaecologia.it @eligalgani
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