Referendum, dentro il comitato

 

Il telefono squilla di continuo e i cittadini, a centinaia, chiedono informazioni sul referendum del 17 aprile, si lavora all’organizzazione di iniziative pubbliche di sensibilizzazione al voto e alle ragioni del “sì”, sui social network vengono postati video, foto, slogan sui temi della consultazione. La sede romana del Comitato nazionale “Vota Sì per fermare le trivelle” è un brulicare incessante di attività e non c’è un momento che non venga speso per fare propaganda sul referendum sulle trivellazioni in mare e per invitare i cittadini a votare “sì”. «Sono ancora tantissimi gli italiani ignari del fatto che il 17 aprile si vota – afferma Maurizio Ribechini, del gruppo comunicazione e logistica del Comitato – Il referendum dal punto di vista giuridico punta ad abrogare solo una norma, a cancellare tre parole sbagliate: la concessione sine die a trivellare entro le 12 miglia marine, però di fatto una vittoria del “sì” sarebbe politicamente molto rilevante, darebbe infatti al governo un segnale dell’indispensabilità di abbandonare le fonti fossili e di adottare una politica energetica alternativa».

L’impegno del Comitato nel perseguire i propri obiettivi si concretizza in numerose attività, che vanno dall’organizzazione, raccolta e mappatura di eventi sul territorio nazionale alla produzione di locandine e altro materiale propagandistico, dai rapporti con i media alla comunicazione sui social network, dal rilascio di informazioni telefoniche al cittadino alla gestione delle adesioni al Comitato di organizzazioni sociali e produttive, salite a oltre 200. A svolgere queste attività sono diverse professionalità. «All’interno del Comitato c’è un gruppo di lavoro, di cui faccio parte, che si occupa di comunicazione e logistica degli eventi – spiega Stefano Iannillo – Maria Maranò si occupa invece di coordinare il gruppo operativo e insieme a Raniero Magili svolge un ruolo di segreteria, quindi di comunicazione con le organizzazioni nazionali promotrici del Comitato. Infine, Monica Pepe e Lorenza Pellegrini svolgono mansioni di ufficio stampa». Tra le iniziative realizzate dal Comitato nazionale rientrano anche quelle di risposta al governo. È totale la disapprovazione del Comitato in merito alla posizione dell’astensione al referendum assunta dal premier Renzi e dal suo partito. «Il referendum è l’unico strumento di democrazia diretta previsto dalla Costituzione. È paradossale che il governo inviti i cittadini a non usare uno strumento dato dalla Costituzione stessa», sostiene Ribechini. Tra il Comitato e il governo la sfida è ufficialmente aperta. A pochi giorni fa risale la consegna a Renzi di una lettera contenente l’invito ad avere un confronto pubblico sul referendum.

Prossimo step della campagna referendaria, su cui sono ora focalizzate tutte le energie del Comitato, il week-end dell’8-9-10 aprile di forte mobilitazione pubblica intitolato “1000 piazze, un mare di sì”. «Il prossimo week-end in tutta Italia, da nord a sud, saranno organizzate tantissime iniziative, che vanno dalle biciclettate ai volantinaggi, dai mercati agli eventi musicali. Obiettivo, parlare e far parlare del referendum – spiega Monica Pepe, dell’ufficio stampa del Comitato – Si tratterà di un grande momento corale nelle città che esprimerà tutta la forza della nostra battaglia». Prossima anche la costituzione di un Comitato scientifico, come spiega Rita Cantalino, responsabile della comunicazione sui social network. «Abbiamo deciso di mettere su una task force di personaggi riconoscibili del mondo della scienza che sostengano le nostre ragioni e diano loro autorevolezza». Marica Di Pierri, del gruppo comunicazione e logistica, sottolinea le adesioni alle ragioni del “sì” nel mondo della scienza. «Ci sono già scienziati non organici al Comitato referendario che si sono espressi a favore del Sì – dice – per esempio quelli del Cnr e dell’Università di Bologna, come Vincenzo Balzani e Nicola Armaroli».

C’è grande soddisfazione per la partecipazione finora dimostrata dai singoli cittadini e dalle varie organizzazioni presenti sul territorio nazionale alle iniziative del Comitato. Questa la vittoria più grande al di là dell’esito del referendum. «Il vero obiettivo della campagna – spiega Iannillo – è costruire protagonismo, attivazione, sensibilizzazione alle tematiche ambientali e alle scelte energetiche sostenibili. L’importante per noi è che anche il piccolo comune e quartiere provino a sperimentarsi, a organizzarsi, a fare iniziative. E indipendentemente dall’esito della consultazione pubblica, nulla tornerà come prima. Questo referendum è servito infatti a creare in molti un’idea sulla transazione energetica e una nuova coscienza ambientale».

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