Rebuild guarda ai quartieri

La convention di Riva del Garda il 22 e 23 giugno, una due giorni di confronto, punta ad un colpo di acceleratore deciso per la riqualificazione del parco edilizio nazionale
ICONA_recensioniRebuild è innovazione edilizia

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Serve un colpo di acceleratore deciso per la riqualificazione del parco edilizio nazionale: è uno dei messaggi lanciati durante la convention REbuild di Riva del Garda il 22 e 23 giugno, una due giorni di confronto sull’innovazione nel settore edilizio, con un focus sull’off-site, cioè sulle costruzioni realizzate prevalentemente in fabbrica, fuori cantiere, con l’ausilio delle tecnologie digitali. «Lunedì prossimo, alla riunione dei ministri europei per l’Energia, si parlerà di possibili modifiche alla Direttiva UE sull’efficienza energetica», ha detto Gianni Silvestrini, membro del comitato scientifico di REbuild. «C’è il rischio che l’efficientamento diventi non più legalmente vincolante e che proprio l’Italia proponga di diminuire, dal 2025, l’obiettivo della riduzione dei consumi», continua Silvestrini. «Con il tempo, infatti, diventa sempre più difficile aggredire i margini di efficienza, ma non dimentichiamo che nel nostro paese metà del parco edilizio ha consumi anche quattro, cinque volte più energivori di quanto possibile con interventi di efficientamento. Cogliamo l’occasione di questa convention per chiedere al ministro Calenda di mantenere obiettivi ambiziosi».
Mentre paesi come Germania e Francia spingono per l’innovazione, infatti, c’è il rischio che l’Italia si ponga tra quelli che frenano, assieme agli Stati dell’Europa dell’Est. Avere obiettivi certi è fondamentale soprattutto per attrarre investimenti nell’efficientamento energetico e dare un segnale chiaro al mondo delle imprese.
Tema cruciale per lo sviluppo del settore in Italia, sarà la capacità di rendere possibili riqualificazioni a vasta scala, che riguardino condomini e quartieri. Qui si incontrano oggi i maggiori scogli. “L’estensione dell’Ecobonus per le riqualificazioni energetiche alle realtà condominiali ha rappresentato una discontinuità, inserita nell’ultima legge di stabilità, ma”, sottolinea ancora Silvestrini, “sarà importante trovare sistemi per fornire risorse prima dell’intervento, perché quello economico è uno degli ostacoli principali”.
A proposito di queste criticità, l’Assessore ai lavori pubblici, ambiente, trasporti ed energia della Provincia autonoma di Trento Mauro Gilmozzi ha portato l’esempio del Trentino, dove si è cercato di aumentare le agevolazioni già previste a livello nazionale, ma senza raggiungere risultati soddisfacenti. Su 15000 condomini che avrebbero potuto beneficiare di queste agevolazioni, ci sono state solo 524 domande di analisi dei consumi e di queste, appena 42 hanno avviato la ristrutturazione, 7 con mutuo.
La sfida quindi è come passare dalla teoria alla pratica e rendere possibile una grande opera che, a livello nazionale, potrebbe davvero far ripartire il settore edilizio, con un notevole beneficio per l’ambiente, visto che circa il 35-40% dei consumi deriva dal patrimonio immobiliare. Il 60% del costruito nazionale, infatti, risale a prima dell’introduzione di obblighi normativi per il contenimento dei consumi energetici.

Laureata in Scienze Politiche all’Università di Trieste, con una tesi sull’Islam nell’isola di Mauritius. Scrive di immigrazione e ambiente dal 2006, collaborando con Vita non profit, La Nuova Ecologia, Repubblica.it. Nel 2010 ha curato "G2 e giovani stranieri in Italia. Politiche di inclusione e racconti", edito da Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e Vita non profit. Come fotografa, nel 2009 ha partecipato alla mostra intitolata “They won’t budge” (“Non si muoveranno”, da una canzone del cantante maliano albino Salif Keita), sugli immigrati africani in Europa, presso la New York University.
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