Raccolti d’autunno

Chestnut

Fra ottobre e novembre, nella fascia altimetrica dai 200 ai 1.000 metri, è possibile raccogliere le castagne, uno dei frutti più conosciuti del bosco, a cui sono dedicate numerose sagre e feste. Il castagno europeo (Castanea sativa Miller), è stato per secoli il fulcro dell’economia di vaste aree d’Europa: i frutti, opportunamente seccati e macinati davano una farina che spesso era l’unico sostentamento per intere fasce di popolazione. Ma questo fantastico albero, originario dell’Asia e capace di arrivare ad altezze anche di 30 metri, dalle caratteristiche foglie lanceolate seghettate, dava anche tanti altri prodotti: dalla corteccia e dai ricci si estraggono tannini, utili come conservanti e concianti delle pelli o delle stoffe, i polloni giovanissimi potevano essere un alimento per le capre, mentre quelli un po’ più sviluppati erano usati per bastoni, ed intrecciandoli, gerle, panieri e cestini.

Il suo polline è molto gradito alle api e ne risulta un miele scuro e denso, dal caratteristico sapore, il legname è utilizzato per le sue caratteristiche di resistenza, elasticità e durevolezza, nella creazione di mobili, infissi e pali telefonici. La raccolta delle castagne, nei terreni pubblici è generalmente normata a livello comunale solitamente è permessa la raccolta di massimo 3 kg a persona, quando i ricci si sono aperti. Andiamo quindi a raccogliere castagne ben informati, preferibilmente con tempo asciutto per evitare di compattare il terreno bagnato e per portare a casa castagne non troppo umide che ammuffirebbero precocemente.

Purtroppo questo immenso patrimonio è sotto attacco da oltre dieci anni dal “cinipede galligeno del castagno” (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu ), un insetto originario della Cina che ne causa un forte deperimento.

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