Quei “taxi abusivi” nel Mediterraneo

Le insinuazioni sui legami fra ong e scafisti vogliono soltanto evitare che gli interventi di soccorso ai migranti siano troppo efficienti

msf

Se ne sentono di tutti i colori, ma per rintracciare qualche filo di verità basta mettere in ordine i fatti. L’attacco alle ong parte – a fine 2016 per essere rilanciato a febbraio – da Frontex, l’agenzia europea che sovrintende con l’operazione “Triton” al pattugliamento del Mediterraneo contro le immigrazioni. Frontex sostiene che l’attività delle ong a ridosso della costa libica rischia di aiutare i trafficanti, che possono utilizzare imbarcazioni sempre più stracariche e pericolanti. E sostiene anche che tutte le operazioni di salvataggio (comprese quelle della Guardia costiera italiana e di Frontex stesso) contribuiscono “senza volerlo” ad aiutare i traffico gestito dai criminali.

Quali sono allora le ragioni vere di tanto polverone? Ci troviamo di fronte allo stesso canovaccio utilizzato per smontare “Mare Nostrum” nel 2014: si vuole evitare che gli interventi di soccorso siano troppo efficienti! Le navi di “Triton” pattugliano al limite delle acque territoriali italiane, troppo lontane per tempestivi interventi di soccorso (che “Mare Nostrum” era in grado di attuare), così le navi delle ong si sono spostate ai limiti delle acque territoriali libiche. È per questo motivo che nel corso del 2016 la loro quota di interventi di soccorso è passata dal 5 al 40%. Così facendo, impediscono a Frontex di attuare la propria politica di dissuasione, che passa attraverso la riduzione degli interventi di soccorso con il conseguente aumento delle vittime: logica che le organizzazioni non governative, e tutti coloro che le sostengono, non possono accettare.

È evidente che le insinuazioni di Frontex, non suffragate da alcuna prova, su possibili collusioni tra scafisti e ong hanno la loro ragion d’essere nel fatto che l’azione delle ong rischia di far saltare la strategia per respingere i migranti (che segue la stessa logica della recente legge Minniti Orlando sulla gestione dei richiedenti asilo). Una strategia, come dimostrano le statistiche degli ultimi due anni, che ha provocato l’impennata dei morti in mare. In questa strategia, volta a ridurre la capacità di azione autonoma delle ong si è inserito il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, che in diverse interviste ammette come non ci siano indagati né ipotesi di reato, giustificando la sua azione con il sospetto sulle fonti di finanziamento delle ong, ipotizzando intenzioni, a dir poco surreali, da parte di alcune di queste organizzazioni di voler destabilizzare l’economia italiana. Ognuno può trarne le conclusioni che ritiene opportune.

A completare il quadro è intervenuto l’onorevole Di Maio, che ha apostrofato i barconi “taxi dei migranti”. Vale la pena ricordare questa dichiarazione per sottolineare come su questo fronte il M5S stia facendo esattamente quello che i partiti di centrosinistra europei stanno facendo da vent’anni, senza alcun successo: inseguire la destra sul suo terreno, per conquistare qualche voto in più.

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