Che io sappia, almeno sino a questo momento, ogni nazione di questo mondo è munita della propria Capitale che garantisce “l’insieme delle conoscenze letterarie, scientifiche, artistiche, storiche e delle istituzioni sociali e politiche proprie di un intero popolo”. Per quanto riguarda il nostro interessantissimo e unico stivale dalle Alpi a Lampedusa, cioè l’Italia, era proprio necessario attribuire a Roma quel mucchietto di vocali e consonanti che suonano “capitale”?

Sicuramente i nostri pensieri dominanti, dopo intrichi mentali e considerazioni, hanno certamente trovato il bandolo di questa decisione unica al mondo. Ho pensato lo stesso aggettivo anche appioppato a Londra, Parigi, Mosca, Washington, Atene, Berlino eccetera e ne sono uscito, colpa della mia ignoranza, con un po’ di tristezza. E, però, anche con la speranza della marcia indietro rilasciando, un giorno, nuovamente solo Roma. Mettendo comunque un po’ da parte la chiacchiera politica sbiadirebbe forse la tristezza se ci fosse una seria e determinata attenzione e soluzione al problema dei trasporti, della nettezza urbana, della organizzazione dei vigili urbani, del mondezzaio sparso un po’ dappertutto, dei servizi e degli sprechi e anche del controllo degli 85mila alberi con più di 70 anni di età, e così via.

Insomma, Roma per ora ancora capitale, ma anche storicamente e culturalmente Roma caput mundi e Roma città eterna. Roma è unica al mondo e così ritornerà anche se vive da sempre i suoi “peccati veniali e mortali”. E però è anche importante il nostro aiuto e cura. Così da vivere anche noi meglio e con più dignità la Sua ospitalità. Grazie Roma.
Amen

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