Qualche modesto consiglio a un giovane che si voglia dare al commercio verde

Alex Langer
Alex Langer

di Alexander Langer

Non farti ossessionare dall’idea di dover comunque inventare liste verdi come conigli dal cilindro. Agisci se hai in mente una grande causa, condivisa da altri e ritenuta tale dalla gente non serve “l’art pour l’art”. Agire localmente, pensando globalmente: “localmente” in modo molto concreto. Non puntare all’1%, allora è meglio lasciar perdere. Guardati dai rottami politici, dagli intergruppi, dalla paura di dover competere con Dp o altre listarelle. Anzi, guarda e passa. Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Non infognarti nella concorrenza fra associazioni ecologiste che si litigano intorno alla primogenitura dell’impegno verde. Mettiti d’accordo con i tuoi compagni di cordata su un programma chiaro, parziale e modesto. Non promettere niente. Ricordati che nel fare liste e scegliere candidature si scatenano sempre piccole e grandi invidie e gelosie. Cedi il passo alle donne. Cerca gente nuova, senza temere la loro ingenuità. Tieni presente che fra le persone nuove ci possono essere spesso dei vecchi, delle vecchie. Il vostro messaggio dovrà arrivare a tanta gente: si fa intendere meglio con azioni, anche spettacolari, che con parole stampate. Le azioni spettacolari devono anche essere viste dai moltiplicatori, dai mass media, altrimenti non servono. Non fare campagna replicando ai partiti, facendo loro le pulci: scegli piuttosto i problemi sentiti dalla gente. Occorre il candore delle colombe, ma la furbizia dei serpenti: se vuoi buttarti in una campagna elettorale, devi usarne i mezzi (cercare di arrivare in tv, non fermarti al ciclostile). Ma non lasciarti soggiogare dalle leggi del mercato politico: bisogna sì muoversi nel mondo, ma senza essere del mondo. Un buon gruppo promotore, affiatato anche da amicizia, può fare molto. Nuoce invece quando agli altri si presenti come gruppo chiuso e troppo omogeneo. Qualche vecchia volpe può dare dei buoni consigli, ma non molto di più: non lasciare che si travesta da orsetto panda. Un’immagine nuova non può essere la sommatoria di immagini vecchie, né appaltata ad alcuno. Non dimenticare che il verde non si esaurisce nelle liste verdi. L’obiettivo – nel lungo periodo – è costruire un ponte verso un’altra sponda: le liste servono, se fanno crescere qualche primo pilastro, possibilmente già di là.

Non farti ossessionare dalle liste. Buon lavoro.

 (tratto da “La Nuova Ecologia”, ottobre 1984)

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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