Salviamo gli oceani. Basta estrazioni petrolifere in mare

Bloccare la dispersione di idrocarburi, lo smaltimento illegale di rifiuti, gli scarichi abusivi, gli illeciti della pesca. E istituire il 10% di aree marine protette nel Mediterraneo. Le proposte lanciate da Legambiente all’Onu nel discorso di Stefano Ciafani, direttore generale, alla Conferenza mondiale sugli oceani Video

ICONA_recensioni Speciale Un mare di rifiuti

 

L’intervento di Legambiente alla Conferenza sugli oceani
5-9 giugno Palazzo di Vetro, New York City

Signor Presidente, co-facilitatori, grazie per questa opportunità.

Siamo onorati di essere qui. La nostra organizzazione, Legambiente, è la più diffusa associazione ambientalista in Italia, fondata nel 1980. La protezione del mar Mediterraneo e il monitoraggio dell’inquinamento marino sono pietre miliari della nostra storia.

Dal 1986, ogni estate, promuoviamo campagne di sensibilizzazione sulla protezione del mare e monitorato l’inquinamento proveniente dagli scarichi non depurati o quello causato dai rifiuti, il marine litter e il beach litter, lungo le spiagge e nei mari italiani con la nostra campagna Goletta Verde. Tutto questo grazie al duro lavoro dei nostri tecnici e ai volontari dei nostri circoli.

È uno dei più importanti esempi di “citizen science”, il contributo scientifico dei cittadini alla conoscenza dei problemi ambientali, e siamo orgogliosi della nostra esperienza riconosciuta a livello internazionale.

Questa Conferenza è molto importante per promuovere un’azione globale e coordinata per salvare gli oceani e i mari. Affinché i risultati siano efficaci e concreti, chiediamo però di includere nel documento “Call for action” quattro temi:
1. considerare il ruolo strategico dei cittadini e delle associazioni nel monitoraggio ambientale, e per diffondere la consapevolezza e promuovere azioni e politiche a livello locale e internazionale, come dimostra la nostra esperienza;

2. adottare politiche che coinvolgano tutti i Paesi del Mediterraneo, con azioni forti e concrete dei Governi, a partire da questi due punti:

a. il Mediterraneo è un hotspot mondiale della biodiversità. Per preservarlo, proponiamo un target di almeno il 10% delle aree marine protette, sul modello italiano;

b. l’inquinamento proveniente dalla costa – come i rifiuti dispersi in mare e sulle coste o gli scarichi non depurati – è un problema enorme nel Mar Mediterraneo. Abbiamo bisogno di politiche efficaci per prevenire il problema come ad esempio l’economia circolare, il riciclo o la messa al bando dei manufatti più inquinanti (come i prodotti usa e getta non biodegradabili) e un efficace trattamento delle acque reflue.

3. Le attività illegali (come lo smaltimento illegale di rifiuti tossici, gli scarichi abusivi o gli illeciti nella pesca) sono una minaccia per l’ambiente marino e un problema crescente da affrontare a livello internazionale. È importante adottare quindi una legislazione mondiale, sul modello della direttiva europea approvata nel 2008, per la tutela penale dell’ambiente o della legge italiana sugli ecoreati approvata nel 2015.

4. Infine, vogliamo sottolineare una questione molto importante che non abbiamo trovato nei documenti preparatori della Conferenza e nella “Call for action”. Per fermare il cambiamento climatico dobbiamo agire immediatamente con una strategia di uscita dai combustibili fossili. Per ridurre i rischi di inquinamento da petrolio a livello globale è molto importante fermare le attività di estrazione in mare e le attività di esplorazione correlate e applicar e una legislazione per un controllo molto severo sul trasporto petrolifero. Non vogliamo più catastrofi ambientali come quelli causati dalla Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, dalla Exxon Valdez in Alaska, dalla Prestige in Spagna o dalla Haven in Italia. Se vogliamo essere veramente parte della storia dell’oceano, dobbiamo fermare l’estrazione petrolifera e la dispersione di petrolio in mare. 

È tempo di passare dalle parole alle azioni. Facciamolo.

Grazie per l’attenzione,

Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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