Prima e dopo

Oltre lo spartiacque. La sensazione che lascia l’enciclica di Francesco, quando la copertura mediatica si attenua, è quella di aver superato l’ennesimo crinale nella storia, travagliata ma avvincente, del movimento ecologista. Esisteva un prima e un dopo l’incidente di Cernobyl nelle politiche energetiche, un prima e un dopo l’uragano Katrina nel negoziato globale contro il global warming. Adesso esiste un prima e un dopo, fortunatamente di segno diverso, questa importante lettera nell’accreditamento pubblico della visione ambientalista. L’esegesi meglio di noi può svolgerla il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, di cui pubblichiamo a pag. 30 un estratto della riflessione diffusa, all’indomani del 18 giugno, su www.lanuovaecologia.it. Qui sottolineiamo soltanto come l’ecoenciclica, per riprendere uno degli hashtag che l’hanno accompagnata in rete, rappresenti di gran lunga la notizia ambientale più dirompente del decennio, il miglior viatico per lanciare la volata verso la Cop 21 di Parigi che potrebbe segnare, a fine anno, la svolta nella definizione di un protocollo vincolante per il clima. Sapremo cogliere quest’opportunità per consolidare anche sul piano politico la richiesta d’innovazione che emerge in maniera sempre più marcata nella società italiana?

Certo è che il tema ben si accosta al concetto cui dedichiamo questo numero speciale. Perché la resilienza, vale a dire la capacità dei sistemi (e delle persone) di rispondere positivamente a fenomeni avversi, ci sembra una virtù strategica nella fase di transizione che stiamo attraversando. Esploriamo l’argomento sotto il profilo scientifico, psicologico e sociale insieme a un nutrito gruppo di collaboratori provenienti dal corso di giornalismo “Laura Conti”, che la nostra cooperativa organizza ormai da 15 anni (vedi l’articolo a pag. 24). Con un controcanto, quello del servizio dedicato in “Primo piano” ad Alex Langer, il leader ambientalista di cui ricorre il ventennale della scomparsa, che vuole passare proprio ai giovani un testimone di coerenza, sensibilità sociale e coraggio da spendere nelle battaglie del presente.

Infine, su di noi. Abbiamo espresso più volte durante i mesi scorsi la preoccupazione per l’abbattimento del contributo pubblico di cui gode, con sempre maggiori difficoltà, anche questa testata. L’unica, per essere chiari, dedicata in Italia (ma all’estero gli esempi non sono molti) all’ambiente nelle sue diverse sfaccettature. Nel frattempo è nata una campagna per il pluralismo dell’informazione, www.menogiornalimenoliberi. it, animata dalla rete di Mediacoop. Si è avviato un confronto col governo per riformare la normativa e garantire la sopravvivenza di molte voci indipendenti (basti pensare ai quotidiani locali editi dalle cooperative di giornalisti) altrimenti schiacciate dall’editoria di capitale. Da parte nostra abbiamo ristrutturato l’edizione online, affiancato al cartaceo il mensile in formato digitale, rafforzato LanuovaecologiaTV. Il pericolo, si capisce, non è passato. Ma se avete sotto gli occhi questa rivista significa che anche noi stiamo esprimendo la nostra resilienza.

Marco Fratoddi ha diretto La Nuova Ecologia dall'aprile 2005 all'ottobre 2016. Contatti: marco.fratoddi@tiscali.it, 3357417705
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