Poesia da palcoscenico

Masculu e Fìammina, con Saverio La Ruina. Foto ©Masiar Pasquali
Masculu e Fìammina, con Saverio La Ruina. Foto ©Masiar Pasquali

Intorno a noi c’è oggi un grande rumore: rumore di armi, di gesti, di parole lanciate proprio per ferire. Si ha la sensazione che ogni mattina gli esseri umani si alzino per combattere la propria battaglia navale contro qualcuno: chi affondiamo oggi? chi salviamo? I media esaltano ed enfatizzano questa miserevole tendenza. Il risultato è che l’odio e la paura legano gli uomini più di quanto ci piace immaginare. Rispetto alla barbarie dilagante, ci sono artisti che umilmente, da anni, costruiscono in solitudine opere che fanno da anticorpi. Saverio La Ruina è uno di questi. Il suo ultimo spettacolo, Masculu e fìammina, nato da un’evoluzione drammaturgica di un breve testo che l’autore attore calabrese scrisse l’anno scorso per la rassegna “Garofano Verde”, continua a esplorare le vite dei vulnerabili della terra. Saverio La Ruina sceglie di vivere ora davanti ai nostri occhi il momento in cui un uomo non più giovane confessa la propria omosessualità alla madre ormai morta. La scena, segnata da una luce rigorosa e netta, delimita lo spazio di un cimitero imbiancato dalla neve che tutto assopisce.

Il monologo, recitato in dialetto calabrese, a tratti sembra un dialogo, tanto è forte la presenza di quella anziana donna che oggi vediamo solo in una foto appesa alla lapide. Non c’è rabbia, ma un’infinita dolcezza, nel racconto di questa creatura abbandonata, che decide alla fine di seppellirsi proprio lì, accanto alla madre a cui non aveva mai potuto parlare in vita ma che pure ha amato, lasciando un messaggio ai posteri: “Svegliatemi in un mondo più gentile”. Storia di un calvario senza nome, di una vita vissuta sempre di nascosto, dove la vergogna arriva a giustificare la violenza, l’abiura e lo scandalo dei sentimenti, Masculu e fìammina segna una soglia artistica ancora più evoluta, di una semplicità e una delicatezza completamente controcorrente, nella carriera di questo nostro grande poeta della scena.

(Visto al Teatro India di Roma)

Info scenaverticale.it

Ultimi articoli di

Parliamone

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *