Sahara segreto

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La rete ferroviaria sudanese fu costruita alla fine del diciannovesimo secolo essenzialmente per scopi militari durante il dominio anglo-egiziano. Si sviluppò di supporto all’espansione economica del paese fino a trasformarsi nella più estesa del continente africano, alle soglie dell’indipendenza dalla dominazione coloniale britannica, ma dagli anni sessanta, quando il Sudan entrò nei decenni più tormentati della sua storia politica, andò lentamente in rovina fino a scomparire quasi del tutto.

Oggi, grazie agli aiuti economici della Cina, una parte dei binari di quella gloriosa rete è tornata ad ospitare il crepitio di ruote metalliche. Candidi vagoni consentono a viaggiatori pazienti di percorrere i 310 km che separano Khartum da Atbara verso nord lungo il corso del Nilo. Il viaggio dura più di sei ore, il treno è costretto a fermarsi frequentemente a causa del passaggio di uomini e animali sulle rotaie mentre il panorama nel cuore caldo del paese scorre e si trasforma attraverso i finestrini del convoglio, occupato da circa 300 passeggeri provenienti da ogni dove.

Shendi, la città sulla riva orientale del Nilo a metà del percorso, è la porta di accesso a uno dei tesori nascosti del paese: Meroe. Patrimonio dell’umanità per l’Unesco, era già secondo Plinio la capitale del regno di Nubia, (da “nub”, oro) governata da regine sepolte lì, nel sito più ricco di piramidi del Sahara in barba all’Egitto. Centinaia di coni, la cui altezza varia dai sei ai venti metri con una pendenza di 70 gradi e una base quadrata, che raramente superano gli otto di larghezza, cedono il passo alle più recenti case dipinte i cui muri incisi e colorati di blu, giallo, verde, bianco e rosso si nascondono in piccoli villaggi lungo il corso del Grande Fiume.

INFO: www.sudanrailways.gov.sd

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