In piazza la protesta dal sisma

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“La burocrazia via”, “4 regioni, 131 Comuni il cuore dell’Italia”, “Noi piccoli e forti, voi potenti e nullafacenti”. Sono questi alcuni dei manifesti, molti dei quali scritti a mano, delle persone colpite dal sisma radunate  in piazza a Roma. La protesta è nata su una pagina su facebook “manifestazione terremotati a Roma” ed è rimbalzata su tutte le pagine che si occupano di terremoto. C’è anche uno striscione qui in piazza della pagina fb “Quelli che… il terremoto”. Sono arrivati in circa 500, con tutti i disagi del viaggio. Tre pullman sono stati bloccati a Porta Portese e hanno raggiunto il raduno camminando. Nessun segno distintivo politico o partitico, tantissima gente comune. Sul petto molti hanno messo una fascia tricolore e intervistati sul perché rispondono: “Perché nonostante tutto ci sentiamo italiani”.  “In questo momento siamo tutti sindaci dei nostri luoghi”.

I motivi della protesta sono molteplici. “Si muore di burocrazia – spiega Antonio  – la gestione dell’emergenza ha dato i poteri al commissario. Ma l’ordinanza del commissario deve essere recepita dalla Regione.  E poi quanta lentezza: gli uffici speciali per la ricostruzione non sono operativi. Tra l’altro ad Accumoli le ordinanze del sindaco sono state otto, a fronte delle 88 di quello di Amatrice. E questo vuol dire tanto a mio avviso”. In molti ripetono il nome di Sergio Pirozzi, soprattutto dei comuni vicini, come un esempio da seguire. “Non ci interessa che sia di destra – commenta Anna – A noi qui la politica non interessa proprio, ci interessa che vengano portate avanti le procedure per salvare case e attività dei residenti. Lo Stato dovrebbe fare come i genitori, proteggerci. Ed invece ci ha lasciato soli”. Anna è un’allevatrice: fortunatamente vive e lavora a Roma, ma la sua attività a Fonte del Campo è ferma da mesi ormai. “La mia seconda casa è distrutta e poi anche una stalla dove avevo un piccolo allevamento di vacche. Ma ci sono persone, altri allevatori che stanno molto peggio di me. Oggi non sono venuti perché hanno davvero troppo da fare per sistemare la situazione. Ma ci siamo noi qui per loro”. Dai ritardi nella consegna delle stalle ai problemi per la messa in sicurezza dei centri storici, dal mancato arrivo di alcuni finanziamenti fino al ritardo nei sopralluoghi.  “A Fonte del Campo ci sono ancora le macerie per strada – continua Antonio – come si fa ad uscire dall’emergenza se non si interviene presto e subito?”

Amelia Nibbi, dell’azienda agricola e caseificio Casale Nibbi,  fa parte del blocco di manifestanti ritardato dallo stop a Porta Portese. Sul suo profilo facebook ha pubblicato le ragioni della protesta. “1) A cinque mesi dal terremoto ancora non si conosce il programma degli interventi di immediata attuazione – scrive Amelia Nibbi sulla sua pagina – 2) le misure di sostegno prevedono procedure lente e complicate. 3) molto spesso la frase “abbiamo risolto” si accompagna ad un provvedimento che dice “entro x giorni il cittadino puo’ farsi le cose da solo, portando un pacco di documenti, e poi lo rimborseremo”.

E poi continua: “L’emergenza neve è quasi superata ma l’inverno non è finito, anzi durerà fino ad aprile inoltrato. Neve e terremoto hanno reso il territorio molto più fragile di prima quindi si dovrebbe anticipare le emergenze invece di subirle. La trasparenza non è un trofeo in nome del quale sacrificare le esigenze primarie dei cittadini. Anzi dovrebbe servire a fare le cose bene, velocemente e con i giusti costi, altrimenti non è trasparenza ma ipocrisia”.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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