Piazza delle reti territoriali

Nel processo di generazione di nuovi bisogni che caratterizza questi anni, si registra una diffusa richiesta di benessere e qualità della vita che vede i territori e le comunità locali protagonisti di processi virtuosi di cambiamento. Dai Comuni ricicloni a quelli delle Cinque vele, dai gruppi di acquisto solidale agli alberghi ecologici, dalla Rete mobilità nuova ai Borghi più belli d’Italia, dalla distribuzione di terre ai giovani agricoltori ai contratti di fiume, solo per citarne alcune, si affermano con prepotenza esperienze che generano nuova bellezza tenendo insieme benessere ed economia, qualità ambientale e lavorativa. Si tratta di una società orizzontale che oggi non ha quasi rappresentanza, che va riconosciuta, organizzata e rafforzata perché da semplice insieme di casi virtuosi divenga rete di un sistema territoriale più complesso, capace di determinare un altro modello di sviluppo nell’ottica della creazione della green society. Con queste realtà Legambiente deve costruire percorsi comuni, in alcuni casi dovrà cercare una relazione positiva, in altri dovrà favorirne la nascita e lo sviluppo. È necessario lavorare quindi, come recita il documento congressuale, per “individuare iniziative e mobilitazioni su cui costruire alleanze ampie, capaci di incidere nella società e sulla politica”, aggregare più soggetti che vadano a costruire “una rete di alleanze sociali verso lo sviluppo sostenibile, che tenga insieme le tante peculiarità di associazioni e corpi intermedi della società e del mondo del lavoro e della produzione”.

La testata è nata nel 1978 con il nome di Ecologia (diventerà La Nuova Ecologia l'anno successivo) insieme ai primi gruppi ambientalisti... Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia
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