Petrolio a Genova, il governatore Toti: tranquilli, greggio verso la Francia

«La corrente non porta verso le spiagge ma verso la Francia e non dovrebbero esserci significativi impatti sulla costa ligure». È il commento di Giovanni Toti all’emergenza ambientale in atto in questi giorni a Genova, nel mar Ligure, nel Mediterraneo. «La situazione non è facile – ha detto Giovanni Toti – il maltempo è arrivato ma passato senza danni significativi.  Le chiazze in mare in un’area di 28 km sono a macchia di leopardo, sono monitorate costantemente e verranno aggredite dai mezzi navali. Sono da tenere sotto controllo ma non c’è da fare allarmismi. Con la pioggia non ci sono stati ulteriori significativi sversamenti di petrolio in mare perché – ha aggiunto Toti – quando è arrivata, e il Polcevera si è ingrossato, la maggior parte a terra era stato rimosso”. Per il governatore ligure “la macchia di petrolio circoscritta in 28 km a macchia di leopardo è proveniente non dalla fuoriuscita di queste ore ma da aquella della prima notte dell’incidente, prima che venissero messe le difese, non è dovuta a spostamento della banna di contenimento».

Rimozione petrolio a PEgli

Intanto, resta alta l’attenzione e continuano gli sforzi per contenere e rimuovere il petrolio fuoriuscito dall’impianto Iplom domenica 17 aprile dopo che l’argine di contenimento sul Polcevera ha ceduto a causa dell’innalzamento del livello del corso d’acqua dovuto alle piogge. Un altro argine è stato aperto dai tecnici per evitare che il livello d’acqua nel fiume si innalzasse ulteriormente. Il petrolio è arrivato al mare. Nel ponente genovese e degli specchi d’acqua portuali, dove le chiazze sono più consistenti proprio perché alimentate dalla corrente del Polcevera, si concentrano gli sforzi degli uomini impegnati alla rimozione del greggio. Sul torrente operano 50 autospurgo, mentre in mare è in azione un presidio di contenimento e bonifica costituito dai mezzi navali costieri e da quelli d’altura.

I rilievi aerei della Guardia Costiera dicono che le dimensioni delle chiazze in mare al largo del tratto litoraneo tra Arenzano e Cogoleto sono degradate e ridotte. Risultano presenti tre chiazze di circa 600 metri ciascuna per non più di 100 metri di larghezza. In queste ore interverrà – fa sapere la Guardia Costiera – un mezzo d’altura della Castalia, che sta già operando nel ponente genovese, per rimuovere la sostanza oleosa più consistente.

Altre tre chiazze sono state rilevate però nelle acque liguri: una otto miglia al largo di Savona e due a circa quattro miglia al largo di Imperia. Si presentano con una lunghezza di circa 2/3 miglia ciascuna e di poche decine di metri di larghezza. “In ogni caso – afferma la Guardia Costiera – si tratta di leggera iridescenza in via di dissolvimento. In prossimità delle spiagge di Savona e Albissola gli uomini della locale Capitaneria hanno inoltre rilevato la presenza di piccole macchie di prodotto, ma si tratta certamente di limitati effetti derivanti dalle iridescenze presenti ieri al largo di quel tratto di costa. In considerazione di ciò – aggiunge la Guardia Costiera – non si esclude che lo stato di emergenza locale, possa essere dichiarato cessato limitatamente alla zona del savonese”.

Giornalista ambientale, per La Nuova Ecologia cura le sezioni inchiesta e storie. Per il canale video LanuovaecologiaTV realizza dirette streaming, video interviste e il montaggio di video servizi. Contatti: loiacono@lanuovaecologia.it @francloia
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