Arriva Parchi a cavallo, tutti in sella il 21 aprile

sant'antioco
A Sant’Antioco, Sardegna Foto di Gian Mauro Dessì

Esiste un modo di fare turismo dove la parola d’ordine è, da sempre, libertà a passo lento. Non da soli, ma in compagnia di una presenza storica per la “mobilità” umana: il cavallo. Basta pensare solamente a quanta gente non si sarebbe mai incontrata, quante scoperte non si sarebbero potute fare se l’uomo non avesse iniziato a spostarsi con i cavalli più di duemila anni fa. Anche se oggi il cavallo non riveste più un ruolo primario nella nostra vita quotidiana, è comunque un animale capace di entrare in forte empatia con noi. Una fonte di grandi emozioni, che nell’anno del turismo sostenibile sta conoscendo una nuova popolarità: «Abbiamo promosso, insieme a Legambiente, la campagna nazionale Parchi a cavallo – spiega Fabio Massimo Moreschini, fondatore e anima dell’associazione Turismo a cavallo (www.turismoacavallo.com) – che ha lo scopo di promuovere quello equestre come modello di turismo sostenibile, per vivere il viaggio in modo emozionante e rispettoso della natura».
L’equiturismo, ovvero il trekking in sella, permette di esplorare il territorio seguendo il ritmo del nostro compagno di viaggio e della natura. Ma non solo: «Sviluppare il turismo equestre – afferma Federica Barbera, dell’ufficio aree protette e biodiversità di Legambiente – è anche una strategia vincente per rilanciare nuove e antiche attività nelle aree interne del nostro paese, promuovedo un’economia in grado di far crescere il benessere delle popolazioni locali, che trovano attraverso questa attività forme sostenibili di occupazione».
In Italia, nei Parchi nazionali si concentrano ambienti di grande valore naturalistico, patrimoni artistici, storici e culturali, e tradizioni enogastronomiche. Ed è proprio qui che s’inserisce il progetto Parchi a cavallo, per scoprire la biodiversità delle aree protette, collaborare al mantenimento di sentieri e antiche vie e stimolare la relazione uomo-animale. La prima attività prevista dal progetto è un evento che si svolgerà dal 21 al 23 aprile in tutta Italia in collaborazione con i centri ippici che hanno aderito alla campagna. «Il punto di forza dell’iniziativa – spiega Moreschini – è nel fatto che questo è un turismo poco conosciuto ma con grande potenziale e grande fascino. Conoscere un’azienda vinicola, attraversandola al ritmo del cavallo, e poi fermarti a degustare i vini, è sicuramente un’esperienza che affascina e non è replicabile in altre maniere».
I trekking di Parchi a cavallo, non promuoveranno solo l’equiturismo ma supporteranno anche i temi della campagna La rinascita ha il cuore giovane, intrecciando alcuni itinerari con le aree in cui i giovani imprenditori delle zone terremotate continuano a svolgere, fra mille difficoltà, le loro attività imprenditoriali.

L’equitazione che integra

A cavallo fra i vigneti
A cavallo fra i vigneti

Grazie a Equitabile, associazione lombarda impegnata nella diffusione dell’attività equestre rivolta ai soggetti svantaggiati, sarà possibile partecipare a un nuovo modo di vivere il cavallo: «Il nostro obiettivo – racconta Roberto Lambruschi, coordinatore nazionale di Equitabile – è creare occasioni d’inclusione sociale attraverso il cavallo, non proponiamo ippoterapia come attività finalizzata all’aspetto puramente riabilitativo, ma uno spunto di conoscenza e interattività con il resto del mondo cosiddetto abile». Nel weekend del 22 e 23 aprile, in linea con gli eventi di lancio della campagna, Equitabile propone due giornate intense di formazione nella cornice del Centro ippico “Ronco Ranch 2000”, a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, che saranno dedicate nello specifico alla formazione di “assistenti di equitazione integrata Equitabile”.
Per chi vuole unire la passione per turismo a cavallo e quella per il buon vino, House Horse, in provincia di Verona, propone il Winery tour: un’escursione a cavallo con degustazione. L’esperienza nasce dall’idea di Lorenzo Costa, un imprenditore che dopo venticinque anni nel settore del marketing ha deciso di dedicarsi alla sua passione più grande. «L’intento – dice Costa – è quello di offrire agli appassionati di cavallo e anche agli enoturisti l’opportunità di approcciarsi al territorio in una modalità più spontanea e naturale, per essere educati alla cultura agricola, culla della più genuina tipicità alimentare italiana». Quello proposto da House Horse è l’unico progetto ad anelli da percorrere a cavallo, adatto a tutti, con partenza e arrivo dallo stesso maneggio, fruibili in poche ore o più giorni, trovando tutto organizzato in percorsi che seguono le “ippostrade”, create dal fondatore del centro, con mappature e geolocalizzazioni dei percorsi disegnati nel corso degli anni.

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Trekking nel parco della Majella

Sulle tracce della storia
Nel Parco della Majella, invece, verrà inaugurato il trekking “Rifiuto del mondo”. Un viaggio fra gli eremi celestiniani, per riscoprire, tra vallate e boschi rigogliosi, il silenzio, la solitudine e il grande messaggio dell’esilio volontario di CelestinoV, il primo papa a “dimettersi”, nel lontano 13 dicembre del 1294, per sfuggire alle pressioni dei potenti di allora. Viaggiare a cavallo per Frank Montefusco, coordinatore del Parco equituristico della Majella, vuol dire «essere preso in sella ed essere accompagnato per sentieri da un compagno speciale, condividere le emozioni con un amico che sa cogliere la nostra emotività grazie alla sua immensa sensibilità, e spesso sa indicarci dove e cosa guardare». E come non avere un’emozione forte quando hai sotto di te 800 kg di muscoli che fremono, la potenza di un animale che profuma di erba e fieno, il crepitìo delle foglie sotto gli zoccoli e poi il silenzio. Mentre il trekking sugli eremi è dedicato ai cavalieri più esperti, altri percorsi sono accessibili a tutti. La partenza di ogni viaggio è comunque preceduta da un trekking di ambientamento e conoscenza delle cavalcature, che si snoda quasi totalmente nella Riserva naturale di Lama Bianca: una splendida faggeta che prende il nome dallo scosceso pendio al suo interno caratterizzato dal tipico colore biancastro delle rocce calcaree.
Nel Sulcis, nella Sardegna sudoccidentale, grazie alla rete Visit Sulcis, verranno proposti da tre maneggi diversi, (il Sulcis, il centro ippico Meurredus a Cuaddu e il Carolina ranch) diversi itinerari. Il Carolina ranch, a Sant’Antioco, lavora concentrandosi sulla scoperta del feeling tra cavallo e cavaliere, che durante la passeggiata permette di promuovere allo stesso tempo le bellezze naturali, il territorio con la sua storia e una conoscenza più approfondita del rapporto con il cavallo. «La nostra idea – racconta Viviana Massa, proprietaria del ranch – è stata di favorire il turismo equestre attraverso i Quarter horse e la monta americana, per dare l’opportunità a tutte quelle persone che amano il contatto con gli animali e con il cavallo di mettere da parte paure e preoccupazioni, legate all’immaginario collettivo che spesso scoraggia anche una prima esperienza. Questa razza è infatti docile e affidabile». Come prima attività per inaugurare la campagna Parchi a cavallo, il centro organizza un’escursione nella zona archeologica, per scoprire uno dei luoghi più magici dell’isola: il villaggio nuragico di Grutt’i acqua, un insediamento risalente al XVI secolo a.C. Quando andare a cavallo era davvero un privilegio.

 

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